Affogare nei fazzolettini sporchi di catarro mi ha sempre dato quell’impressione di “fine del mondo”, come se fossi ormai alla deriva in un universo popolato da muco e vicks sinex in attesa della morte. Alcune persone sopportano bene il catarro spostandosi in giro per la città, per me è una tragedia andare in cucina. Quelle persone ogni tanto si soffiano il naso rumorosamente, io mi sgorgo le narici dal pattume ogni 5 minuti massimo, accompagnando spesso il gesto con borbottii ricolmi di malcelate bestemmie.

Le persone che sopportano il raffreddore sono nobili, una volta una ragazza aveva il naso così chiuso da non riuscire nemmeno a prendere fiato, ce ne stavamo abbracciati in una fila troppo lunga e lei respirava con la bocca. Mi piaceva il sapore del suo respiro, credo almeno tanto quanto a lei piacesse la mia “presenza” sulle chiappe. Forse è proprio così che mi sono preso il raffreddore, che per me è una sciagura simile a farsi fregare l’auto, prendere una multa di 200 euro, dover lavorare di domenica.

Quando io prendo il raffreddore faccio soltanto due cose: bestemmio e aspetto che finisca. Me sto li, con una faccia che farebbe fuggire Papa Francesco a gambe levate al primo sguardo, ammesso che riesca a darmelo uno sguardo tra i fazzolettini che mi avvolgono. Il mio naso è rosso, quasi scarnificato, perchè soffio, soffio e soffio fino a che tutta quella poltiglia gialla non viene fuori. E ora sono qui, seduto, avvolto dai kleenex e con il catarro che mi arriva nell’anima a pensare che vale sempre la pena abbracciarsi, anche quando porta a sciagure come questa.
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Profilo Autore: Demonius  

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Siamo alle solite. Mi fai cadere la faccia per terra. Non mi fraintendere, non alludo al fatto che mi fai fare figure barbine agli occhi degli altri ne alludo alla tua straripante educazione del tutto incolpevole. Ma cosa sto scrivendo…scusami, non volevo farti una delle mie stupide reprimende. Cerca di capirmi. Sto male ! Tra poco tu partirai per le ferie e io non potrò accompagnarti. Resterò qui ad aspettarti e a vegetare. Sono contento che tu ti rilassi qualche giorno dal lavoro, forse anche da me, solo che l’angoscia mi assale, non vivo più. Gli amici ? Le distrazioni ? Ma che me ne frega…io voglio te, che sei il mio ossigeno, la mia linfa vitale. E che centra che vai a pochi km da casa ? A me non respirare dalla tua bocca è impossibile ! Sai, te ne sarai accorta, sono un tipo all’antica, che credono che si viva solo d’amore, per l’amore, che ogni altro complemento sia inutile. Quindi ho bisogno di te come l’aria che respiro, come il latte per il bimbo, come il fuoco per l’incendio. No, non ti farò leggere questo mio pensiero, ti lascerò andare e per una settimana intera resterò qui, morto, aspettando che tu torni e mi riporti in vita. Però, ti raccomando, non mi dare solo un bacio, tipo la Bella Addormentata, dammi tutto, ma proprio tutto di te quando verrai a svegliarmi !
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Profilo Autore: Bronson  

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Raggio di sole
in luce mattutina
cerca la strada
tra nubi fitte e nere:
cade la pioggia,
ma esso non s'arrende
e a poco a poco
le fa fuggire via.
A far la spola,
fra cielo e nido,
la rondine continua
i piccoli a nutrire:
Ella ben sa ch'anche
la tenebre più fitta
nasconde di gran Luce
lo splendore!!!
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Profilo Autore: catilo  

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C'è un'armonia infallibile nell'universo
nel movimento delle stelle
nel destino delle creature
nella logica degli istinti
nei cicli delle stagioni
nel ritmo stesso
del giorno e della notte...

L'alba, così fresca e color pastello,
sembra l'infanzia della vita

Il mezzogiorno, violento e colorato,
richiama la giovinezza insolente

Il tramonto, quando l'aria si fa grigia
e i rumori si placano,
ricorda la saggezza della maturità

Poi, arriva il buio della sera
e l'immobilità della notte...


come la vecchiaia e la morte


Risultati immagini per I colori della vita

 

 

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Profilo Autore: Paola Collura  

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Il Siriano soffia,
umido, sporco,
sulla mia pelle unta
dallo scompiglio.
E corro nella periferia,
in bicicletta,
senza mani,
col sudore
che cola dal sopracciglio.
Mi sento già
più fresco, quasi lindo,
ogni volta che passo
sotto qualche fronda
di fico.
Il suo profumo mi inebria,
mi lava,
e il ricordo di queste
contrade anziane,
mi fa venir voglia
di sfoggiare un gran grido.
Forte, motivato,
per svegliare il grano,
ora quasi maturo.
Vorrei che tanta gente
si godesse questo Tramonto,
che non segna mai la Fine,
ma l' inizio d' un
Nuovo Giorno.
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Profilo Autore: Matteo Biagio Rizzo  

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Brava ! Te lo dovevo proprio. Forse me lo dovevo anche io perché ti ho capita ed ho vinto la mia piccola scommessa. Sono rientrato nella tua vita con il fragore e la prepotenza pari ad un assalto da commando militare. Mi hai accettato come si accetta un vecchio amico, ed io e te, amici, non lo siamo mai stati. Ci ha unito una reciproca simpatia che non si è trasformata in amore forse per la brevità con cui l’abbiamo vissuta. Eppure quegli attimi di intimità vissuti con te a bordo di un’ A112, nella parte panoramica di Cristo Re, non sono mai riuscito a dimenticarli. Poi, in modo rocambolesco, sparii non sapendo di aver chiuso una delle pagine più belle della mia gioventù. Che classe ! Ti sei comportata come se nulla fosse successo. Dicesti che per te ero stato un’avventura. Mi dispiacque, non mi piace essere considerato un’avventura. Me lo dicesti con semplicità e senza toni di rivalsa. Dovetti accettarlo, solo una donna dotata di gran classe si esprime come facesti tu. Mi dedicasti parecchio del tuo tempo, mi ascoltavi ed io facevo altrettanto con te. Mi raccontasti del momento delicato che stavi attraversando. Io ti raccontai di me. Era un parlare fitto fitto non privo di battutine, frecciatine ed altro. Certo, eravamo su un social network con le sue limitazioni ma non sembravamo avvertirle, tanto era il piacere di risentirci dopo tanto tempo. Ad un tratto sembrò (ma forse solo a me !) che il nostro rapporto fosse tornato quello d’un tempo. La demenza senile che, pian piano, si sta impadronendo di me, mi fece tornare indietro con gli anni, ardore giovanile compreso e i miei pensieri cominciarono a gravitare su un’altra lunghezza d’onda. Te lo dissi, non mi rispondesti. Era incompatibile la situazione con la nostra rispettiva vita reale. Sarebbe stato impossibile non creare qualche inciucio. Avremmo potuto…sì, avremmo potuto fare qualcosa, un placebo per la nostra storia. Non ne abbiamo parlato, non ne abbiamo avuto il tempo. Che donna saggia ! Senza che me ne accorgessi, diradasti la tua presenza .Troppo occupata, dicevi, tanto da non riuscire a mandare nemmeno un SMS ?  No, avevi deciso per te ed, indirettamente, anche per me. Forse eri convinta che questa fosse la strada migliore per noi. Che intelligenza ! Non avevo dubbio alcuno.
Ed io non ci sto ! Proprio ora che avevi risvegliato in me l’ardore giovanile e mi ero accorto di essere vivo e di voler vivere, vuoi tagliare il cordone ? Potrei pensare che ti sei voluta prendere una rivincita sul fatto che, anni fa, io fossi sparito. Non lo faccio perché so che sei una donna matura e gli intrighi non sono nelle tue cose. Allora resterò sempre in attesa che la lucetta rossa si accenda e tu sia pronta a dedicarmi tutte le dolcezze proprie di una donna. Voglio di nuovo risentire fra le mie mani, le tue. Voglio ancora coccolarti come una volta. In fondo…eri piccola, così.
 
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Profilo Autore: Bronson  

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I figli non sono nostri; come molte altre cose, nel nostro pensiero. Seppur sangue del nostro sangue, generati dai nostri corpi, non sono nostri.
Non ci sono ragioni che tengono, sono esseri liberi ed autonomi, non sono proprietà,  specilamente dal momento che acquisiscono capacità e le sviluppano soprattutto mentali-psichiche.
Non dipende dall'età, dalla crescita, sono fattori umani, naturali.
Non dobbiamo smettere di amarli, ma dobbiamo farlo come se amassimo il prossimo-chiunque.
M'intristisce vedere genitori che davanti a qualsiasi cosa fatta, detta, pensata dai figli, di ogni sorta, non abbiamo un pensiero libero e personale ma sostengono il loro fare, il loro agire, il loro dire.
Che davanti alle difficoltà che tutti incontrano, che ci sono, li aiutano ad ogni costo, fino a mortificare altri nelle loro libertà , decisioni o scelte.  Perchè i loro figli, prima di tutto!!!!!
Certamente è stato difficle, decidere di scrivere queste parole da parte mia; penso all'insegnamento di umiltà, comprensione, avuto da un amico che ha perso un figlio in gioventù, per una grave malattia.
Mi ripeteva: "i figli non sono nostri e con questo pensiero ho superato dei brutti momenti".
Solo questo, ha consolidato in me un pensiero in bilico da sempre, portandomi alla decisione finale.
Non mi comporterò così per i figli, dovesse cadere il mondo. Sono liberi, unici, pensanti, hanno un cuore, un'anima e non hanno bisogno d'altro. Tantomeno del nostro aiuto, senza richiederlo.
Ma non è egosimo da genitore, è la realtà del vivere. Non è, egoismo personale; ormai è convinzione.
Non cerco giudizi e men che meno, applausi. Mi sento al posto giusto, su questo argomento.
Tutti i giorni invece, vedo, sento ed incontro, situazioni che fanno rabbrividire al solo enunciarle.
Nessun genitore, che si mette veramente la mano al cuore, senza essere di parte, prendendo una decisione autonoma e personale, quando il momento lo richiede, specialmente a riguardo " dei  loro figli ".
Qualcuno mi dice: in questa vita che abbiamo, da generazioni si fa così, i figli sono il cuore.
La mia risposta rimane : a volte cambiando si sbaglia, ma almeno provando generiamo un altro risultato, un altro movimento
che potrebbe essere quello giusto, quello che risolve, quello migliore.
Amare i figli, sarà per sempre; non dobbiamo confonderlo con possedere. 



 

 




  


 

   


 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 15-06-2014

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Quando ti sembra di stare alla luce

con la tua faccia a pieno sole

di colpo scende il buio

e cerchi l'energia

smarrendoti , perdendoti.

A volte credi che un pomeriggio

fresco come un sogno che ti accarezza

non svanisca in una sera gelida

e resti pietrificato

interrogandoti , ascoltandoti.

Questo andare e venire

questo bianco e nero

è la vita

è l'imprevisto fluido che va impazzito.

Tu stai sempre al passo

rimani sul pezzo

e mangiati il miele.
 

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Profilo Autore: simone corrieri  

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Ti ho rivista ieri sera in una fiction tv . Sei ancora bellissima, più di quanto ricordassi. Armoniosa,  aggressiva, sorniona, unica. Sei stata il sogno della mia gioventù più importante, quella dei vent'anni circa . Ricordo ancora oggi la prima volta che diventasti mia, inaspettatamente. Da allora ti portai sempre con me e nessuno osava toccarti. Abbiamo vissuto delle stagioni "eroiche" come le definisco io . Tu eri pronta a soddisfare sempre  ogni mio desiderio e mi davi lo sprint necessario per superare qualsiasi avversario che si frapponesse a noi. Io pensavo ai tuoi bisogni senza badare a spese e sì che i soldi erano pochini.
Diventammo talmente complici che tu eri l’artefice dei miei successi con diverse ragazze  che avrebbero voluto prendere il tuo posto nel mio cuore,  lo facevi ben sapendo che nessuna di loro avrebbe mai potuto sostituirti, eri troppo bella! Una gazzella ai miei occhi. I miei amici erano gelosissimi del mio amore per te, non era facile, allora, avere una "di classe" come solo tu sapevi essere. So che qualcuno di loro volle metterti alla prova ma tu li facesti correre di qua e di là per poi lasciarli senza fiato. Ti portai con me anche quando andai all'università dove facemmo scintille, non di studio, ahimè, ma di divertimento, di vita. Poi successe qualcosa che cambiò totalmente la mia vita e la prima ad essermi sottratta sei stata tu. Non l'ho mai digerito ! Ho avuto altre come te, in seguito, della tua classe,quasi, e, ammetto, anche qualche tua sorella(perdonami !) ma non fu più così bello come con te. Avevo avuto ragione a considerarti unica ! Ormai gli anni sono passati per te ma anche per me e non posso darti che tanta ma tanta ammirazione e non posso che rinnovarti la mia simpatia di allora, peccato non se ne facciano più come te, mia cara Giulia.....Alfa Romeo.
 
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Profilo Autore: Bronson  

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Alto il braccio
di vittoria portante,
fiaccola
d’antropica essenza!
 
Come faro in tempesta
all’alba della vita
mi porta,
plausi univoci
rombano
nell’olympieion!
 
Come diurna torcia
rallegro e acconsento,
salve
adelfo equilibrio
come prodigo figlio
ti saluto!
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Profilo Autore: Simone Doria  

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