La via che non dà garanzie di sicurezza né dall'interno né dall'esterno: questa è la nostra. Poeti e filosofi l'hanno descritta con maggior precisione e consapevolezza a ogni nuovo passo. È la via sulla quale si profilano sempre più chiare e gigantesche catastrofi.

In tale angustia, all'uomo si offre la via dell'organizzazione. Il termine va inteso qui nella sua accezione più ampia, soprattutto come ordine per mezzo del sapere e della scienza. Esso implica semplificazioni economiche, tecniche, politiche. È impossibile che l'uomo, in questa situazione, disprezzi gli appigli che gli vengono offerti. Molto per questa via gli viene invece sottratto, soprattutto la decisione angosciosa, la risoluzione personale. Nel quadro di questo ordine egli si crea anche una sicurezza. Naturalmente, le innumerevoli decisioni che gli sono state sottratte si rovesciano su poche centrali. Con ciò affiora il pericolo di catastrofi universali.

Si può prevedere che la restrizione della libertà durerà ancora a lungo. Essa è presente anche là dove ci si crede ingenuamente in possesso del potere di decidere. Che differenza fa se gli strumenti di sterminio vengono inventati e accumulati per incarico di oligarchie tiranniche o per deliberazioni parlamentari? Una differenza è certa: nel secondo caso la coercizione universale è ancora più evidente. La paura domina su tutti, non importa che si manifesti qui come tirannide, là come destino; finché regna la paura, tutto viene trascinato in un cerchio cupo, e sulle armi aleggia uno splendore funesto.

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Profilo Autore: Paolo Melandri  

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