Con questo argomento indico soltanto un modo di far poesia che prediligo, a cui m'ispiro
per qualche mia composizione. Nessuna regola che voglio imporre o ritenere l'unica valida
che tutti devono seguire,
Nei vari stili che incontro nei siti: haiku o poesie molto lunghe vicine alla prosa in colonna.
ognuno scriva come è abituato e riconosco che le forme attuali del nostro tempo artistico letterario
ottengono comprensibilmente maggiori consensi.
Chi ricorda la "lima" leopardiana ( in Scherzo), per correzioni, utili anche differite nel tempo?
strumento quasi in disuso.
Una poesia riuscita e perfetta, spontanea e di getto, raramente risulta perfetta, senza necessità
di ritocchi.
Sanno i grandi autori anche creativi, occorre tanto tempo e fatica: di talento basta un pizzico
Comunque alla base ci devono essere competenze linguistiche, sintattiche, orecchio con il tempo
sensibilizzato al suono ritmico che crea suggestioni.
La chiarezza concettuale, non l'oscurità è un valore
e la leggerezza non è frivola superficialità
Proprio se deve essere creativa e efficace occorre esercitarsi nell'economia delle parole ( equilibrato rapporto tra idee espresse e parole usate)
togliere ogni ridondanza.
Gli esperto concordano:
poche parole per grandi realtà,
volo poetico tramite la sola leggerezza
Odifreddi : poesia a misura di una densa essenzialità
Magrelli: volo poetico privo di zavorra.
Per Calvino innanzitutto le leggerezza
per il poeta che si solleva dalla pesantezza ( Lezioni americane).
Personalmente concordo con i giudizi riportati.
Mario