Leggo negli occhi
di un vecchio
il peso della vita
e mi rincuoro
a vederlo sorridere.
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Profilo Autore: Saverio Giovanni Ferrara  

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Trasparenza: Col tempo si cambia è vero, però io sono cambiata troppo, mi rendo conto solo adesso perchè, perchè ho sbagliato non fidandomi nemmeno un pò di chi meritava la mia fiducia. Sono convinta oramai che alcune persone ti cambiano molto a volte in peggio, non dandoti il supporto necessario quando stai male quindi soprattutto, dividere la vita con qualcuno, ma prima, capire se ti ama tantissimo, fino al punto di accettare una malattia profonda che costringe a stare a riposo. La solitudine, non farsi una famiglia non è la peggiore delle ipotesi, ma lo può essere una convivenza, che delude, della quale non puoi fare affidamento sincero. Capisco che qualcosa manca in ognuno, nessuno può avere tutto o niente si ha.

Ambiguità: A me interessano i beni materiali credo che la sincerità l'amore non abbiano alcun valore e se si manipolizza un essere che importanza ha? In fondo sono i soldi che contano, l'apparenza il farsi veder belli quando si è sicuri convinti di quello che si fa, di cosa preoccuparsi? E comunque non sono io che debba preoccuparmi. La trasparenza deve guardarsi e se cade ai miei piedi senza guardarmi come sono veramente ma come vorrebbe non devo dare conto a lei o sentirmi in colpa, io mi sento nel giusto e lei è solamente una sprovveduta

Trasparenza: Quel male m'era già venuto, ricordo quando mi trovavo in una casa al mare. Un dolore intenso mi opprimeva e tu sapevi e guardandomi ti accorgesti che si stava allontanando da me ma non era per sempre si ripresentò. Nessuno seppe dirmi di che entità fosse. Era una sintomatologia, non una malattia. Comunque mi dissero che sarebbe passato avevo bisogno di serenità. Pensai a quello che desideravo di più, sentirmi amata sinceramente e che potesse guarire quelle fitte forti appesantite dai miei stringimenti. Buttai tutto alle spalle e proseguii ascoltando soltanto il mio cuore ma capii che avrei dovuto seguire di più, la ragione che mi avrebbe sostenuta, tutelandomi da ulteriori complicazioni meno problemi si sarebbero presentati senza che nessuno, interferisse
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Profilo Autore: poesie profonde*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 16-07-2013

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Ho un nodo
che mi stringe
il cuore 
fino a soffocarmi...
E' la tristezza
di ricordi lontani...
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Profilo Autore: Saverio Giovanni Ferrara  

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Pensa alle cose belle di oggi.
Immagina quelle che vorresti
si realizzassero domani.
Vivrai felice.
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Profilo Autore: Saverio Giovanni Ferrara  

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cosa è il dolore? 

Il pugno che ricevi dal tuo nemico?

I sussurri nella tua mente che giorno dopo giorno ti atterriscono?

Il dolore forgia il tuo animo, lo rende forte, ma mai abbastanza forte da non provare più tale sensazione.

Ti allontana dalle situazioni, ti fa nascondere, è un riflesso spontaneo, per nostra natura ci allontaniamo dalla sorgente che ci provoca dolore per poi guardarla negli occhi e dire “adesso non mi fai più male”. Ovviamente questo richiede tempo che varia a seconda dell’intensità e della sensibilità del soggetto, ma puoi starne certo, il momento arriva e quando accadrà tu hai imparato qualcosa di nuovo su di te e su chi ti circonda. Chi non prova dolore non è umano, chi ne prova troppo invece viene soggiogato; allora in che misura va provato dolore? Nessuna strana equazione potrà darci la risposta, ma una cosa è certa, soltanto chi ha provato il dolore potrà individuare se stesso, dal momento che per quanta gente noi possiamo avere al nostro fianco, dal dolore non si evade soltanto con l’aiuto degli altri, ma è soprattutto grazie a te, se sei riuscito a risalire dal baratro nel quale eri piombato.

“Mi auguro che la tua sia una vita felice”

Frase che molti vorrebbero sentirsi dire, ma davvero è questo quello che desideri? Dal dolore nasce qualcosa in te che ti rende unico e se riesci a dargli voce, nel dolore così puoi trovare la pace che tanto bramavi. La bellezza non la si scorge unicamente nei sorrisi ma anche nel pianto più disperato, nelle onde del mare che si increspano durante il plenilunio, nel sole che risplende, ma anche quando è coperto dalle nuvole e gocce di pioggia cadono lievemente nella tua fronte mentre levi lo sguardo al cielo.

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Profilo Autore: Aplysia  

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Non ha senso

la notte

senza la luna

e le stelle.

Non ha senso

la vita

senza l’amore.

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Profilo Autore: Saverio Giovanni Ferrara  

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Pasqua è resurrezione
di Nostro Signore Gesù
che ci dona questo Santo giorno,
il giorno dell'ulivo,
la pace che il Signore
vuole donare al nostro cuore.
Pasqua è il giorno della sorpresa
ma anche un momento di preghiera.
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Profilo Autore: Alberto Berrone  

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La nostalgia

è

l’entusiasmo

che ti

riaccende

i ricordi

e ti fa sperare

in un felice

presente.

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Profilo Autore: Saverio Giovanni Ferrara  

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Sei 
la nota
più acuta
nel cantico
armonico
del mio 
vivere
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Profilo Autore: Leonardo Ancona*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 01-06-2020

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Sprazzi
di luce

in una stanza
buia

ridonano
ai volti

uno splendido
sorriso.
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Profilo Autore: Saverio Giovanni Ferrara  

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Ho parlato di amicizia e di amore fino ad ora, ma adesso eccomi ad esplorare la condizione praticamente opposta, che sicuramente riguarda un discreto numero di persone: la solitudine.

Quante persone a questo mondo sono sole? Non mi riferisco necessariamente a chi è single, ma a chi si sente solo pur circondato da una folla di parenti, conoscenti e presunti amici.  Praticamente tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo sentiti soli. Per alcuni di noi è uno stato duraturo e ricorrente, per altri raro e passeggero. Si può, a volte, ricercare la solitudine per riprendersi dallo stress della vita quotidiana e rilassarsi un po', e per avere modo di riflettere nella giusta tranquillità, ma questa non può definirsi vera solitudine.

C'è anche chi è talmente preso dal proprio lavoro o dalle proprie passioni, da non sentire il  bisogno di amicizie o di legami familiari, ma se non si soffre per la solitudine, allora per queste persone va bene così.

La solitudine in fondo, non è che uno stato d'animo: si è soli quando ci si sente davvero soli, indipendentemente dal fatto di trovarsi in compagnia di altre persone o meno. Si può benissimo non sentire il senso di solitudine anche quando si è completamente soli.

Possono essere tante le ragioni della solitudine: da quelle puramente genetiche (un carattere particolarmente introverso) al modo in cui si è cresciuti, alle esperienze negative avute  nel corso della vita, alle scelte fatte, e a volte anche la sfortuna (e qui qualcuno non sarà d'accordo, immagino!).

Ci può essere chi, pur avendo una famiglia, soffre lo stesso di solitudine perché a volte purtroppo neanche i familiari colmano quel vuoto interiore: essi non comprendono pienamente il nostro mondo interiore e ne restano fuori, fermi al confine, si vorrebbe con tutto il cuore farli entrare, ma è come se ci fosse un blocco, un invisibile muro che impedisce l'entrata.
 


Spesso le persone particolarmente  intelligenti, riflessive e sensibili, dotate di una fervida immaginazione, possono avere maggiori problemi di socializzazione  e difficoltà nello stabilire relazioni duratore e profonde con gli altri. Questo avviene perché non si trova la giusta corrispondenza negli altri, la giusta "sintonia": si è circondati in molti casi da persone dalla mente molto più semplice, con cui non si possono fare discorsi o ragionamenti particolarmente impegnativi.

La solitudine è terribile e dolce al tempo stesso: è come lasciarsi andare in un mare tiepido le cui onde accarezzano e cullano, ma in cui si rischia anche di annegare! Si aspetta la famosa "ancora di salvezza", una mano amica a cui aggrapparsi per salvarsi dalle acque! Ora molti lettori diranno che non si deve aspettare passivamente, ma ci si deve impegnare per risolvere il problema, e sono sostanzialmente d'accordo, anche se a volte non è per niente facile: la depressione che la solitudine può portare, può essere molto forte e invalidante, e si può anche soccombere a volte, senza il giusto aiuto.
 

Qualche volta invece la solitudine è una scelta di vita: pensiamo agli eremiti ad esempio, che scelgono di vivere da soli in luoghi isolati, per dedicarsi ad un'esistenza dedita alla natura, alla meditazione e ovviamente alla solitudine.
 

Ci può essere anche il misantropo che odia tutti, probabilmente a causa di una profonda sofferenza vissuta in età infantile o adolescenziale, di qualche trauma avuto, che a volte non si ricorda neanche più.

Qualche volta, se si è stati traditi o delusi in modo atroce da un amore e da un amico, la reazione può essere talmente forte da portare ad isolarsi il più possibile, per evitare frequentazioni che potrebbero portare a nuove sofferenze.
 

C'è inoltre il rischio (o la possibilità, dipende da come la si vede!) di abituarsi ad essere soli e non riuscire più a stabilire un dialogo con gli altri, limitandosi ai contatti strettamente necessari, che possono avvenire per lavoro, nei negozi, dal medico, e così via, restando sempre distaccati e limitandosi a poche, necessarie parole.

Può anche esserci un'eccessiva timidezza che blocca i tentativi di crearsi una compagnia, e in  questi casi la sofferenza è tanta, ma tanta davvero...

La realtà è che in questo mondo siamo tutti collegati e tutti isolati al tempo stesso: ognuno è in fondo solo con se stesso, nella gioia, nella malattia, nella sofferenza, nel momento di morire, sempre! Questo perché le sensazioni che una persona prova sono sempre soggettive, appartengono a lei e a nessun altro. Ogni singolo individuo deve vivere la propria vita, nessuno può vivere al nostro posto, per quanto possa amarci e starci vicino: siamo soli con noi stessi dal concepimento fino alla morte. Vero è che la compagnia di un amico sincero, la stretta della sua mano, il suo sorriso incoraggiante, possono fare miracoli nel sostenere una persona in un momento particolarmente difficile, e rendere la vita più gioiosa, per cui concludo con l'augurio a tutti coloro che in questo momento stanno soffrendo per la solitudine, di trovare qualcuno che rompa finalmente questo stato di tristezza e isolamento.
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Profilo Autore: poetessalibera  

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Si dice che il primo amore non si scordi mai, e sicuramente è vero! L'emozione che regala il primo amore è speciale, un sentimento che per la prima volta si insinua nel cuore di una giovanissima vita, così dirompente e unico! 
Ma cosa dire invece del secondo amore? Quasi mai il primo amore corrisponde all'amore "definitivo", quello con cui si convivrà tutta la vita e si formerà una famiglia.  Purtroppo molti amori finiscono,  indipendentemente se siano il primo, il secondo o uno ancora successivo, ma è pur vero che per un discreto numero di persone, il secondo amore, è la storia più lunga e importante della vita.
Il secondo amore, arrivando dopo l'esperienza del primo, viene vissuto in modo diverso: si è entusiasti ma cauti al tempo stesso, la trepidazione nell'iniziare la nuova storia, è mitigata dal ricordo del primo fallimento, della prima sofferenza data dalla fine della prima storia d'amore.
Il secondo amore lo si attende con ansia e paura al tempo stesso. Spesso quando una storia d'amore finisce, in un primo momento si sta talmente male che ci si ripromette di non innamorarsi mai più nella vita, per evitare una nuova delusione. Dopo un po' di tempo tuttavia, si comincia a sentirsi soli, insoddisfatti, incompleti. Osservando le coppie ci si sente a disagio, e si prova un umanissimo senso di invidia, anche se si fa di tutto per non farsene accorgere dagli altri, e spesso si continua a dire ad amici e conoscenti che si sta meglio da soli (tanto il naso non è come quello di Pinocchio, non si allunga!). 
Poi all'improvviso...cosa succede? Un volto nuovo, uno sguardo, un sorriso ammaliante, il suono di una voce nuova che dice cose interessanti...
Come si permette questa persona appena conosciuta, di insinuarsi così impunemente nel cuore e nella testa? Chi mai sarà questo essere per riportare a galla quell'emozione tanto cercata e tanto temuta al tempo stesso, per diventare il primo pensiero del mattino, l'ultimo della sera e il soggetto di molti sogni notturni e fantasie? All'inizio si vorrebbe fuggire, si nega a se stessi quel sentimento già noto che si sta di nuovo formando dentro, quel batticuore così speciale! Ma lui è troppo potente e vince sempre: è il secondo amore! 
Quando inizia il secondo amore, ci si sente pieni di speranza, e forti dell'esperienza già avuta, si pensa di essere più preparati, e ci si ripromette di evitare gli errori (se ce ne sono stati davvero) che hanno portato al termine della prima storia. Ci si ripromette di vivere il nuovo amore in modo speciale, come se ogni giorno fosse il primo, di non trascurare mai il proprio fidanzato/a, di  essere attenti, premurosi, affettuosi e comprensivi sempre. Si fa giuramento di essere sempre sinceri e di affrontare qualsiasi problema possa presentarsi, insieme. 
A volte il ricordo del primo amore fa capolino nella mente, e spesso questo pensiero fa uno strano effetto: ci si ricorda di quanto si era giovani e immaturi al tempo della prima storia! Si capisce allora che il fatto che sia finita è del tutto normale: era presto, non era la persona giusta, si era troppo idealisti e immaturi, si pretendeva troppo dall'altra persona, e via così, mille motivazioni valide o meno che tolgono il senso di colpa e la nostalgia, e fanno maggiormente apprezzare la nuova storia. 
Non sempre è così, qualche volta il primo amore resta nel cuore come il più intenso che si sai mai vissuto, e si farebbe di tutto per ritornare insieme a quella persona, ma questa mia riflessione parla del secondo amore,  non del primo.

Buon secondo amore quindi, a chi già lo ha e a chi ancora deve trovarlo, e a chi è molti amori più avanti...congratulazioni!
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Profilo Autore: poetessalibera  

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...ma chi dice che forse una specie come la nostra che devasta e sporca tutti i luoghi dove ha vissuto non sia veramente da estinguere. è brutto da pensare ma bisogna riflettere. quale animale, e noi questo siamo, fa quello che abbiamo fatto noi? e adesso per salvarci non guardiamo in faccia a nessuno per una sola cosa...non accettiamo che la morte è nella nostra natura. l'uomo muore, è solo questione di tempo. e pensando a una vita terrena lunga scordiamo una cosa piu importante, la qualità di questo breve passaggio che facciamo in questo pianeta. viviamo da morti. E se invece di cercare cure cercassimo le ragioni del male, lo stato ci vende alcool fumo, ci lascia bruciare petrolio e carbone. Da dove arriva il cancro il tumore e tutte le patologie che ci stanno uccidendo? Dalle nostre abitudini.

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Profilo Autore: Luto  

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Come gemme incastonate nel cuore, i ricordi vivono dentro di noi.
Questo per dirlo in senso poetico, ma si potrebbe anche dire che i ricordi sono come una malattia inguaribile, un virus che si è insediato nel nostro DNA.
A volte sono angeli custodi che ci sostengono nei momenti difficili, a volte sono demoni terrificanti che ci tormentano. I ricordi comprendono tutti i cinque sensi, perché sono fatti di immagini, odori, suoni, sensazioni sulla pelle, sapori. Ricordiamo parole soavi come una melodia  o taglienti come spade, musiche che cullano o grida terrificanti, velluto che accarezza o spine avvelenate.
Il loro sapore può essere salato, dolce, acido o amaro. Possono essere come una luce che rischiara il camino, o al contrario come una luce accecante da cui ci si vorrebbe riparare. 
Come vorremmo dimenticarne alcuni fatti di vergogna, insulti, rimpianti, rimorsi, spaventi, delusioni, pianti...
Cosa invece non daremmo per poter rivivere i ricordi più belli, fatti di volti amici, sorrisi, vittorie, soddisfazioni, serenità, gioia!
I ricordi sono incorporei ma la loro forza è incredibile, sembrano fragili ma sono invincibili, tanto che alcuni di loro restano in  noi ben delineati anche se perdiamo la ragione. Anche un anziano malato di Alzheimer conserva alcuni ricordi ben chiari. 
I ricordi sono le esperienze accumulate nel corso della vita, possono essere i nostri maestri ed insegnarci ad evitare di commettere gli errori del passato, consigliandoci il modo giusto (o presunto tale) di agire nelle varie situazioni che tutti i giorni si presentano. Ci rendono più saggi, o almeno così dovrebbe essere, ma se non li elaboriamo allora non ne trarremo niente di utile.
La dimora dei ricordi non è uno spazio finito, la nostra memoria non ha limiti, tuttavia dobbiamo mantenerli al loro posto per non rischiare che travolgano e limitino la nostra vita presente.
Quanta parte dei nostri pensieri quotidiani occupano i ricordi? A volte molta, a volte pochissima, dipende dalle giornate! Ma possono esserci momenti in cui un ricordo è talmente intenso che sembra di riviverlo davvero!
Quando raccontandoli, condividiamo i nostri ricordi con altre persone, stiamo condividendo un pezzo della nostra vita, lo stesso fanno gli altri quando ci raccontano i loro ricordi, in uno scambio che incuriosisce, stupisce e arricchisce (quando non annoia!).
Se ci riflettiamo, in fondo tutto è un ricordo: il presente diventa passato in un attimo, tutte la azioni che compiamo ogni giorno, subito vengono archiviate tra i ricordi, anche ciò che abbiamo fatto pochi istanti fa è già un ricordo! Certamente i ricordi delle mille azioni del quotidiano non possono conservarsi a lungo, svaniscono presto, sono solo quelli emozionanti che restano con noi per sempre. Se il nostro cervello funzionasse come il computer, saremmo in grado di ricordare anche quello che abbiamo mangiato a pranzo il 27-10-1999! Sarebbe una cosa simpatica ma decisamente inutile, quindi accontentiamoci di ricordare le cose davvero importanti!

Ora basta parlare dei ricordi, vi saluto e...vado a crearmi altri ricordi, impegnandomi perché la maggior parte di essi siano belli e degni di essere conservati!

Buoni ricordi a tutti.
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Profilo Autore: poetessalibera  

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Non posso più restare ad aspettare. La certezza che ho è che nulla tornerà come prima e, visto che le cose devono continuare a cambiare... tanto vale che le modifico a modo mio. Però nessuno potrà dire che non ci ho provato fino a distruggermi dentro, anche se dentro di me nessuno è mai venuto a vedere in che stato sono. Anche se non mi interessa sapere cosa pensano gli altri, considerando che proprio gli altri non sanno e non vogliono sapere cosa penso io.
Mi risveglio con i pensieri freddi, i capelli bagnati ed il gelo nel cuore. Si ghiacciano le lacrime che scendono di nascosto e diventano diamanti da segregare.
Non volevo che le cose cambiassero in questo modo, ma la vita a volte è dura senza tener conto dei sogni che si hanno e, nemmeno io ho tenuto conto di tutto questo. Il mio impero è crollato, portandosi via le ricchezze acquistate nel tempo, lasciandomi sotto le macerie appesantite dalla pioggia. Ma forse qualcosa si può ancora salvare... e ci riprovo a costo di sprofondare. Sposterò un masso per volta sperando di risorgere come fa il sole ogni mattino. Asciugherò le lacrime, riscalderò l'anima e andrò per la mia via, forse zoppicando, forse trascinando ogni masso come se fosse un calesse, o forse all'uscita di questo burrone incontrerò la tempesta che mi raserà al suolo... ma ci riproverò fino all'ultimo respiro.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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