Non bisogna piacere a tutti i costi o sentirsi offesi se qualcuno non ti parla l'importante è star bene con se stessi
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Profilo Autore: poesie profonde*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 16-07-2013

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La luce a fiotti
dalle fessure
fisse e taglienti
accende la curiosità.
In mezzo al petto
un battito totale,
l’infelicità, forse, 
verità implacabile.
In scena un’altra donna
per un incontro d’amore
con una spinta nel buio
strumento della realtà,
della vita insaziabile.
Gli occhi si acquattano
tra le ombre in circolo,
parlano del desiderio
di sfilacciare l’amore
per il tormento della carne.
La mia stella rimbalza,
s’accende l’euforia
d’avere una possanza
che si nutre di piacere.
Quand’é che una donna
si concede e ride?
…si bagna le gambe,
il collo, le braccia
nella cascata florida
del suo corpo
e rimane nuda
al sole del pentimento. 

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Profilo Autore: Libero  

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La mia città è deserta
Passano i fantasmi
da ogni porta aperta

E sopra a correre
ci vanno solo i nostri pensieri
Coi ricordi ad interrompere
il vuoto in un lago di bicchieri

Con le campane a suonare per nessuno
Sul vento di un piazzale
e l'agonia dell'ennesimo digiuno

La mia città si è persa
in minacciosi ululati di sirene
ad attrarre marinai d'asfalto d'ogni luna tersa
senza poter contare chi va e chi viene

Siamo dissolti fra le cappe
con il fumo sorpreso dal primo caldo
Chiamati da quelle vecchie scarpe
ed un cane che scodinzola spavaldo

Ed è ancora domenica
ma da tanto ormai non lo è più
Ma per chi dimentica
ogni stagione è un parlare formale
mentre alla Primavera si dà sempre del Tu
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Ah se Cristo tornasse,
e vedesse anna` n'chiesa
Tanti che doppo ave` scambiato
er segno de la pace e fatto proprio
er corpo suo , sputano addosso
a chicchessia
Perché nun j'arissomia
o che poraccio
nun parla come lui
E poi voi mette ?
chissà da 'ndo ne vie`.
Cristo ma c'hanno capito de quello c'hai insegnato?
Cristo ma t'hanno visto bene?
Tu vieni da lontano e manco j'assomii
Biondo nun me sembri
Italiano manco e men che meno
sai parla` romano o che né so
veneto lombardo o siciliano
Cristo Gesù, perché nun torni?
Vie` di du cose
a sti  poveri de core,
a di che quello c'hai spiegato
è stato arivortato
da chi se batte er petto
ma per fratello suo nun c'ha
  amore ne rispetto.

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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Ti guarderò infinite volte e ogni volta
sarai un battesimo per gli occhi.
Ascolterò il suono della tua voce per
dissetarmi a una fonte di parole mai dette.
La tua pelle sarà una geografia di sensi
in silenzio seguirò la scia dei tuoi pensieri.
Dormirò in un nido di carezze, come
un seme di promesse sotto la neve.

Aspetterò il disgelo per arrendermi
alla natura selvaggia dei tuoi fianchi
lasciandomi inghiottire da una risacca
di labbra, dove smetterò di respirare
per vivere soltanto nel tuo respiro.
Mi farò luce senza farti ombra
alle tue mani non impedirò alcun volo.

Lascerò che il vento ti porti, sapendo che
la pioggia torna sempre al suo fiume
mi perderò nei cerchi scavati dalle gocce
in ciascuno di essi incontrerò il tuo viso
e saremo flusso verso una nuova foce
fino alla fine del mare, alla fine del cielo
alla fine di questo gomitolo di parole
che non mi stancherò mai di riavvolgere
per tessere sul tuo nome un vestito di canto.

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Profilo Autore: marco cinque  

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Con te

Ritrovo il sorriso,

con te spero in qualcosa,

con te,

mando al diavolo

la tristezza  e questo mondo

reo,

con te,

ricomincio la giornata,

con te,

vado avanti,

mentre il mondo non capisce,

e non sa niente.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Notti diverse,
 insonni:
 da finestre aperte
 scrutare le stelle 
 tra cielo e collina,  
 cercare scie di speranza 
 lontano dal dolore, 
 dal male.
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Profilo Autore: Morgana  

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Sei in un camminamento stretto tra due pareti
Hai una luce bianca davanti
Le mattonelle del pavimento si sgretolano dopo il tuo passo
Quest’ultimo è lento e pesante
Senti  l'eco dei tuoi calcagni che violentemente colpiscono il suolo
Ora cadi, sei a terra, rotoli nella tua vita
Ogni tanto ti tiri perfino un pugno sulla tempia
Verifichi se provi ancora dolore, niente
Ti tocchi le tasche
Trovi la scatoletta
Prendi un fiammifero
Lo sfreghi
Ti abbaglia, ma a contatto con la tua pelle si spegne
Come un falò che precipita in un lago da una zattera
Ti rialzi
Termina il corridoio
Strada chiusa
Sei disperato
Lasci l'impronta della tua fronte sul muro
Lui crolla, davanti a te
Si apre un varco ed intravedi il sole
E’ questione di dolore
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Profilo Autore: Ruben Londero  

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Passeranno, le ore della notte.

Somigliano a macchie nerastre,

tartarughe appena nate, confuse,

per buona sorte dirette verso il mare.

Il mare mio, questa volta, è l’alba.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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Quando la notte vomita su di me
i resti del giorno
esco dal corpo in cerca d'altri
Spesso mangio quel che capita
altre volte mi fermo
a scoprire il gusto
di cani randagi,
come me.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Trucco il viso
per dedicare un sorriso.
Regalo il mio volto,
do il mio tempo a chi soffre.
Un abbraccio,
una carezza,
una parola.
Do speranza a chi manca la salute.
Accolgo le loro confidenze,
cerco di consolare.
Regalo il mio dono,
come una cura per il cuore.
Loro affrontano il dolore,
io regalo il buonumore.
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Profilo Autore: Anna  

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Il suo corpo tremante
fu poi strappato ai gorghi
ma non smise di tremare

tremava cercando la sua amata
chiamando il suo nome, confuso 
tra i suoni dello sciabordio:

“Se i tuoi occhi, amor mio
se i tuoi occhi son conchiglia
fa' che li ritrovi sulla spiaggia”

“Se i tuoi capelli, amor mio
se i tuoi capelli sono alghe, lascia 
che li colga in prati d'acqua”

“Se le tue ossa, amor mio
se le tue ossa son di madreperla
fa' che ne contempli i colori nel ricordo”

“Se il tuo cuore, amor mio
se il tuo cuore è di medusa, fa' ch'io
ti tocchi e che conservi quel dolore”

“Se i tuoi sogni, amor mio
se i tuoi sogni sono onde
non smetter più d'infrangerti”

cantava l'uomo, immerso fino al petto
ma non ci fu modo di consolarlo
continuò a tremare per il resto del canto
che divenne suo sollievo e suo martirio.

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Profilo Autore: marco cinque  

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lasciamo che il tendaggio di queste foglie
sia ricamo di specchi
mentre tuonando un’auto
schianta bocche d’autunno
e l’amore divide il suo richiamo
su asfalti grigi
affrescati da poco.

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Profilo Autore: Kate  

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Sale quell'aurea fenice, risorge
S'innalza mai doma, libera vola

Contro ogni ignoranza, danza
A dispetto della cecità, dipinge

Cancellando ogni muro, canta
Sanando ogni malattia, ama

Salverà tutta la natura, la poesia
Non vinceranno, violenti e traditori

I vigliacchi, gli approfittatori, gli
Arroganti, perché sale quell'aurea

Fenice, risorge s'innalza mai
Doma, libera vola, è Arte

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Profilo Autore: MarcoQui  

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Mi mise una lettiga accanto
forse sulla bocca lungo tutto il periodo infinito di un
semaforo rosso, e mi allacciò il bicipite e il polso.

Tanti parvero morire:
io, tornando, ho visto nel prato una scorza
nel becco d'un merlo

la ergeva come una mezzaluna,
una minuta moschea coriacea
con una goccia di latte per me.





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Profilo Autore: Alberto Automa*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 24-02-2012

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