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In questo spazio si possono pubblicare post inerenti alla cultura in genere: poeti, scrittori, quadri, film, musica ecc, per confrontarsi, discutere, ragionare e trovare l'emozioni che possono scaturirci.
Per non fare troppa confusione cerchiamo di aprire post settimanali, al massimo due a settimana.

ARGOMENTO: Domenica in versi.

Pensiero della Domenica. 9 Anni 1 Mese fa #31

  • Aita Carla
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Bellissimo brano che non conoscevo (alle scuole medie non insegnavano, un tempo, brani di Neruda o di Garçia Lorca. Mi ci sarei ritrovata moltissimo.

Grazie
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Pensiero della Domenica. 9 Anni 4 Settimane fa #32

Buona Domenica a tutti gli autori, grazie a chi collabora a questi pensieri della Domenica.


LA MADRE

Lei certo l’alba che affretta rosea
al campo ancora grigio gli agricoli
mirava scalza co ‘l piè ratto
passar tra i roridi odor del fieno.

Curva su i biondi solchi i larghi omeri
udivan gli olmi bianchi di polvere
lei stornellante su ‘l meriggio
sfidar le rauche cicale a i poggi.

E quando alzava da l’opra il turgido
petto e la bruna faccia ed i riccioli
fulvi, i tuoi vespri, o Toscana,
coloraro ignei le balde forme.

Or forte madre palleggia il pargolo
forte; da i nudi seni già sazio
palleggialo alto, e ciancia dolce
con lui che a’ lucidi occhi materni

intende gli occhi fissi ed il piccolo
corpo tremante d’inquïetudine
e le cercanti dita: ride
la madre e slanciasi tutta amore.

A lei d’intorno ride il domestico
lavor, le biade tremule accennano
dal colle verde, il büe mugghia,
su l’aia il florido gallo canta.

Natura a i forti che per lei spregiano
le care a i vulghi larve di gloria
così di sante visïoni
conforta l’anime, o Adrïano:

onde tu al marmo, severo artefice,
consegni un’alta speme de i secoli.
Quando il lavoro sarà lieto?
Quando securo sarà l’amore?

Quando una forte plebe di liberi
dirà guardando nel sole: ‘Illumina
non ozi e guerre a i tiranni,
ma la giustizia pia del lavoro’?

Giosuè Carducci.
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Pensiero della Domenica. 9 Anni 4 Settimane fa #33

  • Cristina Biga
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DA "LAMENTO PER IGNACIO SANCEZ MEJI'AS

FEDERICO GARCIA LORACA

Il cozzo e la morte (Alle cinque della sera)

Alle cinque della sera.
Eran le cinque in punto della sera.
Un bambino portò il lenzuolo bianco
alle cinque della sera.
Una sporta di calce già pronta
alle cinque della sera.
Il resto era morte e solo morte
alle cinque della sera.

Il vento portò via i cotoni
alle cinque della sera.
E l'ossido seminò cristallo e nichel
alle cinque della sera.
Già combatton la colomba e il leopardo
alle cinque della sera.
E una coscia con un corno desolato
alle cinque della sera.
Cominciarono i suoni di bordone
alle cinque della sera.
Le campane d'arsenico e il fumo
alle cinque della sera.

Negli angoli gruppi di silenzio
alle cinque della sera.
Solo il toro ha il cuore in alto!
alle cinque della sera.
Quando venne il sudore di neve
alle cinque della sera,
quando l'arena si coperse di iodio
alle cinque della sera,
la morte pose le uova nella ferita
alle cinque della sera.
Alle cinque della sera.
Alle cinque in punto della sera.

Una bara con ruote è il letto
alle cinque della sera.
Ossa e flauti suonano nelle sue orecchie
alle cinque della sera.
Il toro già mugghiava dalla fronte
alle cinque della sera.
La stanza s'iridava d'agonia
alle cinque della sera.
Da lontano già viene la cancrena
alle cinque della sera.
Tromba di giglio per i verdi inguini
alle cinque della sera.
Le ferite bruciavan come soli
alle cinque della sera.
E la folla rompeva le finestre
alle cinque della sera.
Alle cinque della sera.
Ah, che terribili cinque della sera!
Eran le cinque a tutti gli orologi!
Eran le cinque in ombra della sera!
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Pensiero della Domenica. 9 Anni 3 Settimane fa #34

BUONA DOMENICA A TUTTI GLI AUTORI DEL CLUB POETICO.

“Non ho smesso di pensarti”:
Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.

Charles Bukowski
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Pensiero della Domenica. 9 Anni 3 Settimane fa #35

  • Marina Lolli
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Buona domenica a tutti,volevo condividere con voi questo insolito e sconosciuto(per me almeno) D'Annunzio.

Consolazione

Non pianger più. Torna il diletto figlio

a la tua casa. È stanco di mentire.

Vieni; usciamo. Tempo è di rifiorire.

Troppo sei bianca: il volto è quasi un giglio.



Vieni; usciamo. Il giardino abbandonato

serba ancóra per noi qualche sentiero.

Ti dirò come sia dolce il mistero

che vela certe cose del passato.



Ancóra qualche rose è ne' rosai,

ancóra qualche timida erba odora.

Ne l'abbandono il caro luogo ancóra

sorriderà, se tu sorriderai.



Ti dirò come sia dolce il sorriso

di certe cose che l'oblìo afflisse.

Che proveresti tu se fiorisse

la terra sotto i piedi, all'improvviso?



Tanto accadrà, ben che non sia d'aprile.

Usciamo. Non coprirti il capo. È un lento

sol di settembre; e ancor non vedo argento

su 'l tuo capo, e la riga è ancor sottile.



Perché ti neghi con lo sguardo stanco?

La madre fa quel che il buon figlio vuole.

Bisogna che tu prenda un po' di sole,

un po' di sole su quel viso bianco.



Bisogna che tu sia forte; bisogna

che tu non pensi a le cattive cose...

Se noi andiamo verso quelle rose,

io parlo piano, l'anima tua sogna.



Sogna, sogna, mia cara anima! Tutto,

tutto sarà come al tempo lontano.

Io metterò ne la tua pura mano

tutto il mio cuore. Nulla è ancor distrutto.



Sogna, sogna! Io vivrò de la tua vita.

In una vita semplice e profonda

io rivivrò. La lieve ostia che monda

io la riceverò da le tue dita.



Sogna, ché il tempo di sognare è giunto.

Io parlo. Di': l'anima tua m'intende?

Vedi? Ne l'aria fluttua e s'accende

quasi il fantasma d'un april defunto.



Settembre (di': l'anima tua m'ascolta?)

ha ne l'odore suo, nel suo pallore,

non so, quasi l'odore ed il pallore

di qualche primavera dissepolta.



Sogniamo, poi ch'è tempo di sognare.

Sorridiamo. È la nostra primavera,

questa. A casa, più tardi, verso sera,

vo' riaprire il cembalo e sonare.



Quanto ha dormito, il cembalo! Mancava,

allora, qualche corda; qualche corda

ancora manca. E l'ebano ricorda

le lunghe dita ceree de l'ava.



Mentre che fra le tende scolorate

vagherà qualche odore delicato,

(m'odi tu?) qualche cosa come un fiato

debole di viole un po' passate,



sonerò qualche vecchia aria di danza,

assai vecchia, assai nobile, anche un poco

triste; e il suono sarà velato, fioco,

quasi venise da quell'altra stanza.



Poi per te sola io vo' comporre un canto

che ti raccolga come in una cuna,

sopra un antico metro, ma con una

grazia che sia vaga e negletta alquanto.



Tutto sarà come al tempo lontano.

L'anima sarà semplice com'era;

e a te verrà, quando vorrai, leggera

come vien l'acqua al cavo de la mano.
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Pensiero della Domenica. 9 Anni 3 Settimane fa #36

Due note.....(Ungaretti)

Inanella
erbe in rivoli

Un lago
torvo in cielo
glauco offende


- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

... sono stanco di urlare senza voce
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Pensiero della Domenica. 9 Anni 2 Settimane fa #37

BUONA DOMENICA A TUTTI GLI AUTORI.

Quel che mi duole…
Quel che mi duole non è
quello che c’è nel cuore.
Ma quelle cose belle
che mai esisteranno.
Sono le forme senza forma
che passano senza che il dolore
le possa conoscere,
o sognarle l’amore.
Come se la tristezza
fosse albero e, una ad una,
le sue foglie cadessero
tra il sentiero e la bruma.

Fernando Pessoa
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Pensiero della Domenica. 9 Anni 2 Settimane fa #38

  • Loris Marcato
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Buona Domenica

Una stella

Da una stella lontana e come ascosa
Fra gli splendori del notturno Cielo,
Mi viene una pensosa
Gioia, che sboccia come fior da stelo;
E come di confuse alme fragranze,
Empiemi di memorie e di speranze.
S’ella non fosse eterna, io breve cosa,
La crederei per la mia pace nata,
Tanto cara mi giugne e innamorata
La sua pallida luce.
Finch’ella non tramonti in lei son fiso,
Come tra mille aspetti
Occhio rivolto a desiato viso.
L’altre eteree sorelle,
Assai di lei più belle,
Supreme intelligenze radïanti
Paiono al mio pensier; ma questa sola
Questa viene al cor mio, come Pietade
Che della terra i pianti
Intende e racconsola.
e Alessandro Poerio
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Domenica in versi. 9 Anni 2 Settimane fa #39

Buona Domenica a tutti .

Madre e figlio profughi

Nessuna Madonna con Bambino poteva eguagliare
quell’immagine di tenerezza di madre
per un bambino che presto doveva dimenticare.

L’aria era pesante di odori
di diarrea di bambini non lavati
con costole slavate e sederi prosciugati
in lotta con passi affaticati dietro vuoti ventri rigonfi.
Molte lì hanno da tempo cessato
di preoccuparsi, ma non quella madre,
che manteneva tra i denti un sorriso spettrale,
e negli occhi il fantasma dell’orgoglio materno
mentre gli pettinava i capelli rugginosi
rimasti sul cranio, e poi,
solo negli occhi cantando, iniziò
a ripartirgli adagio… In un’altra vita
questo sarebbe stato un piccolo atto quotidiano
privo d’importanza tra colazione e scuola:
ora lei lo faceva come ponendo fiori
sulla minuscola tomba di un bambino.

Chinua Achebe
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Domenica in versi. 9 Anni 2 Settimane fa #40

  • sasha
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Ultima modifica: 9 Anni 2 Settimane fa da sasha. Motivo: mod
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