Per noi che non viviamo laghi

cresciuti all’esercizio della ruggine

dietro metalli a chiusa

d’intonaci crepati senza luce.

 

Per noi che non scaliamo vette

frustati sulla rotta di declivi

un palmo sopra il mare

riarsi come sale sulle piaghe.

 

Per noi che non miriamo podi

lasciati a ruminare in slarghi d’ombra

trai fiori calpestati

alla contesa di sbandite scaglie.

 

Per noi riparo è il buio, letto

la notte che si scioglie in mille rive

e poi l’alba che tarda

a evidenziare – e l’indistinto vive.
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Profilo Autore: Diego Bello  

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