Mi aspetto
il suo vivere incolto essere colto
come un’intimità
propizia ad arretrate albe
di quando il cuore non era
un sovraccarico nocciolo
sibillino segreto
abbandonato a orme d’arsura.
Ancora sogno di un sogno
contrastare l’oscurità
sfiancare nubi di spine
per disarmate coltri
lottare - pregare - piegare
lame di laghi immobili
per il suo pianto - senza pianto
deserto da fiorire.
Con occhi sbarrati io sogno,
lo vedo tagliare aiuole. Uscire.



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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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