Gomiti in attesa, composti

acuminati fino a smerli

di malva che già muore.

Zio Husby dall’umore lacero

come un seno appassito

assorbe il giallo della lampada

e la mia lingua impervia, che non dice.

Da un lato scocca una tosse di assenza

rumore di sangue.

E mamma non sorride, conto

quei denti uno a uno cadere

nella frugalità del piatto.

Mamma che non culla più

né buona né cattiva

- aria battuta, sale - col naso in su

trafigge una boccata, e se  

nascondo in gola rosei labbri

graffio scorze al presagio

con il coltello a me affidato,

infine. A lato quel tossire

sta congegnando una parola.

A filo di noia

ribalteranno l’ombra.

 



1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
quanto hai gradito questo testo?
Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 700 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.