Il tuo corpo ambrato
È appoggiato cautamente
Nel cerchio vetusto di una stanza
Bianco giallo grigio verde
Carne calda sulla quale
Scivolano con dolcezza
Sogni irrefrenabili di desiderio
Vinto fin dal principio
Da ogni tua piccola smorfia di piacere
La luce che appartiene alla mia ombra
Urla con insistenza
Nelle vene di riflessi immoti
Morbide natiche su specchi indefessi
Limpida schiena di notti insonni
Spalle che sorreggono il prato
Di un uomo abbandonato
Nel cieco diluvio
Del suo abominevole destino
I tuoi occhi sono fiamme
Che trapassano il bivio
Dell’incontenibile esistenza
Se potessi sfiorare il tuo mantello
Odorare la tua pelle ricolma di stelle
Baciare i tuoi piedi inerti
Sul freddo mosaico del tempo
Cambierei il mio volto
Con quello azzurro del cielo
E volerei oh se volerei
Così alto verso la fine di un traguardo
Ma non posso fare niente
Nel mio essere niente.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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