Delirio in settenari a rima baciata, baciata a lingua in bocca da questa torrida estate, con i neuroni ormai fritti (tant'è che qualche bacio è stato triplo e qualcuno è rimasto solo).


Mi duole sullo sterno
ma pure nello ‘nterno!
Ovunque vada, duole.
Ne do la colpa al sole,
ma l’orologio scade.
S’allungano le strade…
o il passo mio rallenta.
Non so come mi senta
ma la fiducia stenta;
qualcosa in me ribolle
ma sono troppo molle,
m’affloscio e spatatracco…
s’appiccica anche il tacco
nell’infuocato asfalto
e come un blob m’aggrappo
tipo afflosciato drappo
al collo della scarpa
mentre il suono d’un’arpa
ricorda il «Miserere»…
dovevo solo bere
ma è inutile che scuota
questa borraccia vuota.
L’avevo sì riempita
ma ormai è già finita…
che abbia qualche buco
è quanto ne deduco
mentre vaporizzato
nel cielo son volato
e senza cattiveria
scruto quanta miseria
rimane in superficie…
anche nere camicie!


30/06/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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