Sette ore di sabbia sottile,
spezzate al confine dei giorni,
lungo il margine dei sogni.
La mente non spegne la luce:
prende le cose, le persone,
i passi leggeri dei fuochi invisibili,
e li cuce con fili di storie infinite.
Ogni giorno è un teatro acceso,
un lampo dietro le palpebre,
dove il passato torna a camminare
e lascia tracce al risveglio.
Non è vuoto, non è tregua:
è il desiderio che pulisce i rami,
trattenendo una melodia segreta
per dare uno scopo all'alba.
