Posso raccontarti la storia mia, quella di un bambino Calabrese che per decisione dei genitori
ha lasciato la sua terra, i piccoli amici ed il cuore.Posso raccontarti come piangeva la mia maestra
delle elementari il giorno che ho detto di andarmene al nord e di come piangeva mia madre con
mio fratello maggiore perché non volevano lasciare la Calabria. Ricordo quel treno come fischiava
e quelle montagne così grandi che solo in televisione avevo visto.
Posso raccontarti di un bambino che per forza di cose è diventato grande sopportando le prime umiliazioni
dai nuovi compagni di classe o da tanta gente che lo chiamava terrone, un fanciullo che giocava coi soldatini di piombo e tirava calci ad un pallone
nel viale non ancora asfaltato, un piccolo bambino timido che aveva paura di parlare perché gli dicevano che era solo un bambino.
Si! Un bambino che piangeva tutte le notti senza farsi sentire e pregava il Signore…Un bambino solamente un bambino ma grande dentro… Posso
raccontarti la mia storia se ti va, la storia di un piccolo Calabrese arrivato al nord negli anni settanta, la gente ci guardava male convinta che
rubavamo a loro qualcosa ma per fortuna non tutti erano così c’era pure chi aveva un cuore e ragionava…
Una storia mia e come tanti altri bambini trasferiti al nord perché la loro terra non dava pane ed arrivati in un mondo totalmente diverso.
Un freddo cane faceva quei giorni di dicembre, c'era la neve ed io non l'avevo mai vista, avevamo solo una stufa e la stanza era così fredda,
ci mettemmo tutti in un letto io i miei tre fratelli mio padre e mia madre. Eravamo al nord però ervamo tutti insieme, uniti, una famiglia....
ha lasciato la sua terra, i piccoli amici ed il cuore.Posso raccontarti come piangeva la mia maestra
delle elementari il giorno che ho detto di andarmene al nord e di come piangeva mia madre con
mio fratello maggiore perché non volevano lasciare la Calabria. Ricordo quel treno come fischiava
e quelle montagne così grandi che solo in televisione avevo visto.
Posso raccontarti di un bambino che per forza di cose è diventato grande sopportando le prime umiliazioni
dai nuovi compagni di classe o da tanta gente che lo chiamava terrone, un fanciullo che giocava coi soldatini di piombo e tirava calci ad un pallone
nel viale non ancora asfaltato, un piccolo bambino timido che aveva paura di parlare perché gli dicevano che era solo un bambino.
Si! Un bambino che piangeva tutte le notti senza farsi sentire e pregava il Signore…Un bambino solamente un bambino ma grande dentro… Posso
raccontarti la mia storia se ti va, la storia di un piccolo Calabrese arrivato al nord negli anni settanta, la gente ci guardava male convinta che
rubavamo a loro qualcosa ma per fortuna non tutti erano così c’era pure chi aveva un cuore e ragionava…
Una storia mia e come tanti altri bambini trasferiti al nord perché la loro terra non dava pane ed arrivati in un mondo totalmente diverso.
Un freddo cane faceva quei giorni di dicembre, c'era la neve ed io non l'avevo mai vista, avevamo solo una stufa e la stanza era così fredda,
ci mettemmo tutti in un letto io i miei tre fratelli mio padre e mia madre. Eravamo al nord però ervamo tutti insieme, uniti, una famiglia....
