"Babbo, mi racconti una favola?"
"C'era una volta, in un paese lontano lontano, un paesaggio tutto bianco. In fondo al viale, circondata da alberi con i rami coperti di candida neve, spiccava una grandissima casa, tutta dipinta di rosso. La bellissima casa era zeppa di giocattoli; confezionati dagli elfi dalle orecchie appuntite: piccoli, ma forzuti ed energici omini. L'aiutante di Babbo Natale, aveva il compito di pulire le renne: ogni giorno spazzolava e lucidava le loro enormi corna. Di notte la città di Babbo Natale, si animava. Gli elfi si divertivano a costruire pupazzi di neve (che si scioglievano Il mattino dopo.) Lo facevano perché amavano giocare. Anche i grandi giocano: fa tanto bene al cuore. Babbo Natale, come da tempo accadeva, ogni anno era in crisi: anche lui ogni tanto perde la pazienza! "Il mondo è sottosopra, diceva. "Voglio provare a girarlo..." urlava. Così, nella speranza di aggiustare il mondo con tutti i suoi abitanti; aiutato dai piccoli ma forzuti elfi e dalle cornate delle renne, ogni anno Babbo Natale, girava il mondo sottosopra. Un vero capovolgimento: i ricchi diventavano poveri e i poveri ricchi. Alcuni poveri però, mal si adattavano a vestire panni convenzionali e così si toglievano le scarpe: perché i piedi liberi permettevano loro ampi voli di fantasia; impossibili da farsi con le scarpe. Col mondo al contrario, i ricchi, non volendo accettare la condizione di povertà e sottomissione, cominciavano a rubare ai poveri. Molti poveri di conseguenza, si ribellavano ai ricchi e così cominciava la rivoluzione. Anche il mondo animale veniva sconvolto: le galline facevano chicchirichì e i galli credendosi galline, tentavano perfino di fare le uova. "No, anche girandolo al contrario, non va bene: rimettiamolo a posto..." esclamava Babbo Natale infuriato. Renne ed elfi stremati, giù a risistemare il mondo. Ma non c'era verso: il mondo non si sistemava mai. "Ma io sono Babbo Natale e vorrei tanto aggiustarlo un po' questo pazzo mondo." "Non puoi." "Chi è, chi ha parlato?" "Sono io," rispondeva il Grillo parlante. "Hai agitato così tanto il mondo, che sono uscito dalla favola di Pinocchio." "Lo vedi cosa succede a voler strafare?" "Accontentati di portare i doni una volta l'anno. Non ti basta?" " E no, vorrei fare di più, ma non posso." "Ognuno fa quel che può..." aggiungeva il Grillo. "Io voglio sì regalare sogni; ma vorrei anche che tutti i sogni diventassero realtà..." rispondeva Babbo Natale. Così, un elfo, il più affezionato, intenerito dell'insistenza, consigliò a Babbo Natale, di aprire un casella di posta di desideri da esaudire, denominata "nobili sogni." Babbo Natale era convinto che giungessero lettere piene di amore verso il prossimo. Intanto gli elfi continuavano ad impacchettare regali: ogni tanto scuotevano il capo, pensando alle bizzarrie di Babbo Natale. Da tutto il mondo arrivavano richieste di tutti i tipi. Ma sono incontentabili, senti cosa scrivono!" Vorrei tutto quello che non ho. Io voglio più di tutti. Io voglio diventare il padrone del mondo!" Babbo Natale era su tutte le furie: il tentativo di imprimere nell'animo umano nobili sentimenti, era miseramente fallito. "Ora li sistemo io per le feste: quest'anno niente regali! "Ma babbo," diceva l'elfo saggio, "i bambini ci rimarranno male!' "E va bene, allora regali, ma non a tutti: li avrà solo chi li merita: li avranno solo i buoni!"." "Babbo, ma allora solo i più meritevoli ricevono regali?" "Questa dovrebbe essere la morale della favola figlio mio; ma purtroppo non sempre è così. Spesso vengono premiati i cattivi." "Perché?" "Non so bene: sarà forse per colpa della mania di Babbo Natale di girare il mondo." "Ma allora Babbo Natale è stupido?" "Vedi figlio mio, spesso accade che chi è troppo buono, fa tante cose stupide e i cattivi ne approfittano. Nella vita spesso capita che i buoni paghino il prezzo più alto." "Ma babbo, non è giusto!" "In questo mondo non è giusto; ma c'è un posto dove tutto tornerà come dovrebbe essere: un mondo dove verranno premiati i giusti. Ora è presto; ma un giorno capirai." "Un'ultima cosa babbo, io sono stato buono?" "Figlio mio, anche tu come tutti gli esseri umani a volte sbagli; ma non lo fai per cattiveria: la cattiveria è tutt'altra cosa! Però sappi che la vita è una favola e il regalo più bello che tu possa ricevere ogni giorno...è la vita stessa. "Babbo stanotte nasce Gesù." - "Sì figlio mio, domani è Natale."

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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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