Grazie a te Antonella, ogni volta che sento parlare di giovani drizzo le antenne, specialmente di questi tempi, tempi difficili.
'On the road' il romanzo di Kerouac incarna il mito eterno dei giovani: l'avventura, il viaggio, la fuga dalle regole per una vita vissuta all'insegna della libertà, 'Sulla strada' appunto, anche se poi tornano, eh sì tornano, questo è il problema!!!!
Non voglio entrare nel personale perché ho una piccola cosa che cruccia anche me e a proposito di mondo globale, non è la sede adatta ma le parole di Erri De Luca mi hanno aperto un altro modo di vedere le cose, anche di accettarle come imprescindibili componenti del carattere dei giovani, da sempre. E quindi di non razionalizzare più di tanto.
Ho letto ieri e sabato in un soffio, 'In nome della madre', un libro che parla della natività, ma in un discorso allargato, la storia vista dal punto di vista femminile, e non è semplice per un uomo calarsi nei panni, nei pensieri di una donna, e che donna poi, Maria-Miriam!!!
Ma la visuale si allarga e il punto di vista femminile della storia di quel momento storico, diventa a-storico, universale, senza tempo.
Vorrei riportare un piccolo brano che mi ha colpito, (fra i tanti che mi hanno colpito) perché ho sentito un'affinità con la mia raccoltina che sto postando 'Le belle parole', è il seguente:
"Com'é che non hai pianto, com'è che non piangi? Non puoi, sei forse muto? Meglio sarebbe, saresti in salvo, si dà troppa importanza alle parole, succede che costringono all'esilio, alle prigioni o peggio. Portano peso eppure sono fiato."
Lo consiglio, 'In nome della madre', grazie Pierrot
ciao
An.