Brigida, a scrivere sotto di te mi sento più sicura che sei tanto buona e dolce

!!!
Posso permettermi di parlare solo un momento della metafora?
Non sono un'esperta in materia, so poco su come si chiamano le figure retoriche, infatti ho davanti una tabella che dà una descrizione concisa sulle principali e più comuni.
Mi riaggancio a un mio tentativo di essere 'utile' non gradito, per quanto riguarda il discorso assertivo, come lo chiamo io, cioè il modo di rendere un verso, un inciso, 'assertivo', come dire, più convincente anche dal punto di vista poetico e a questo proposito sono utili gli esempi che riporta la tabella presa da internet, ricopio pari pari:
"Tradizionalmente la metafora è considerata una 'similitudine abbreviata', per es, dalla similitudine 'il mio amore brucia come una fiamma' possono derivare le metafore:
- il mio amore è una fiamma
- la mia ardente fiamma
- la mia fiamma"
Non mi sono inventata nulla quindi nè voglio insegnare nulla di quanto è già ampiamente codificato, nè tantomeno voglio cambiare alcunché, questa figura tende a 'togliere', parola invisa e guardata di malocchio, togliere l'inessenziale e lasciare la sostanza, evita il classico 'come' che non è da abolire 'a priori', a volte lo uso tranquillamente anch'io, rende al contrario il verso assertivo, forte, deciso, bello.
Grazie a voi, perché questo piccolo esercizio è utile soprattutto a me!
Ce ne sono altre e varie di figure retoriche: ossimoro, antonomasia, anàfora, allegoria ecc, ma si entra nel tecnicismo e forse non interessa a tutti, ma quello che volevo dire è che conoscerle può aiutare a scrivere in modo più incisivo, tutto qui.
Ciao
An.