Ti  ricordi quella volta 
in cui le tue mani si sporcavano di colla ?
Sapevano  di  fantasia e ingenuità infantile,
quando un pallone ti faceva sentire un campione,
quando dall'oratorio sentivi suonare il campanile,
quando sognavi una vita migliore?
 
Ti  ricordi ?
La  prima volta che sei  salita  su  una  bicicletta,
la  prima corsa  su  di  essa,
per  correre  fino  al  tramonto  in  tutta  fretta?
 
Quella  volta  che
ci  bastava  un  po'  di  fantasia,
per creare  un   po'  di  magia,
ma  ora  sembra  essere  andata  via.
 
Quando  imparavi  a  memoria  la prima  poesia
scatenavi   i versi   in   fanatasia,
la  recitavi  e   interpretavi?
 
Quella  volta  quand'eri  bambina
e  prendevi  di  nascosto  i  biscotti  dalla  cucina
e  per  paura   di  un  rimprovero,
credevi   di  risolvere  tutto   con  una  bugia?
 
Ti  ricordi  quella  volta
quando  prendere  un bel  voto   a   scuola
ti   faceva  sentire  brava  e contenta
e  l'amica  del  cuore  meno  sola?
Quando  la  mamma  ti diceva  "Stai  attenta",
per  non   prendere  una  brutta  strada
per  far  sì  che  tu non ci   vada?
 
Quella  volta  l'uscita  tardi  da  scuola 
e  quando  sembra  che  il  tempo  non vola?
Ti  ricordi?  I  mille  progetti   fra   i  tuoi  disegni
fogli   ripiegati  alla  grafia   giovanile.
 
Ti  ricordi?
La  passeggiata con i nonni,
la  passeggiata  nei  ditorni,
e  non  importava   quanto  loro  ti vizziassero.
 
Quella volta  che
ci  accontentavamo  di   stare a guardare  le  stelle,
per  esprimere  un  desiderio
e  sperare  che  tutto   ciò  fosse  vero?
 
Ti  ricordi?
Quella  volta  del  tuo   film  preferito  in  casetta
della  canzone che  è sempre  quella.
 
Quella  volta  che   per  noi  era  la  prima volta,
l'imbarazzo   di  un  bacio  improvvisato,
rubato  ma  appassionato,
il  primo  amore  senza  ore,
mi   dicevi   "Per  tutta  la  vita"
e non  essere  riuscita  a   trattenerti  tra  le  dita.
 
Ti  ricordi?  E fuori  piove,
per  non  uscire  te  ne  stavi  a  casa  a  soffrire,
per  quell'amore  che  ti  aveva  spezzato il  cuore.
 
Quella  volta  che 
ci  bastava mettere  a  tacere  ogni  dispiacere
facendogli  capire  che  la vita  fosse  un soffio  breve
perché  non c'era il  tempo  per  sentirsi  tristi.
 
Ti   ricordi?
Quella  volta  che c'era ancora  il  tempo  per  una  canzone,
e  tu  la  cantavi  per  tutte  le  ore
e  quando  in macchina   pensavi  e  pensavi
l'emozione   di  una  canzone,
che  risveglia  un  ricordo
che   ti   porta  commozione.
 
Ti   ricordi    di  quei  tanti  ricordi
di   chi  si ricorda
che   la  vita   stessa  è  stata  tanto  ingorda?
È  affamata  del  nostro  tempo.
Ti  ricordi  di quella  volta dove  tutto  era  più semplice?
 
Quelle   volte...
Le  uscite  il sabato sera
con  le  amiche  e  l'amore  che  si spera
tra  ubriacature  e  musica  vera
 
 
Ti  ricordi  quella  volta   che.....?
E  avrei  tante  cose  da  dire,
ma  non posso  e  voglio  
scrivere   la  parola  fine.
 
A quando pensavi
che   se  grandi si  diventava
niente  e  nessuno  ci  spaventava.
Adesso  è  così   davvero?
 
Io  ora  ricordo  molti momenti
e  tu  sei  ancora  qui  che  l' aspetti
quella  volta  adesso   è  dire  "C'era  una  volta"
perché  purtroppo  indietro  non  si  ritorna
 

Profilo Autore: Cristal Ros  

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Quante volte mi dicesti

“ti porterò a vedere l'alba piccola mia”

era un mio desiderio da sempre

Ma è la vita che decide anche i nostri sogni

ed un giorno te ne andasti

lasciandomi il dolore

ed il desiderio di vedere

la mia prima alba

§

Quel mattino seduta sulla battigia, guardavo il mare

così calmo attraente e bello come un'amante

che ti tenta, ammicca, ti vuole

i pensieri come gabbiani volavano

nel cielo non ancora chiaro

perdendosi tra le nuvole

Una luce dorata si fuse all'orizzonte

con il verde del mare,

una palla di fuoco sorgeva lentamente

creando una strada luminosa

di tante piccole stelle cadute dal cielo tempestata

Fui rapita da si tanta bellezza,

man mano che la palla infuocata si elevava

per farsi regina sulla terra

l'infinità acquea indossava nuovi colori

Ringraziavo Dio per codesto dono

ridendo e piangendo all'unisono,

una mano sentii stringere la mia

una mano che tra mille avrei riconosciuto

mi voltai piano, ti vidi eri li ….

un sogno, un miracolo …. no!

Posai una carezza sul tuo viso

che si aprì in un dolce sorriso

come per dire che la promessa era stata mantenuta

quella volta che ... vidi la mia prima alba

papà eri con me ….

 

Profilo Autore: Cristina Biga  

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Racconterò ancora
di parole che diedero eternità
al cuore
smarrito nei sentieri
amando
senza pretendere silenzi
lasciando i sogni
adagiati su nuvole rosa.

Racconterò
di quella volta che…
accarezzando il tuo viso
ebbro di sogni
una lacrima cadde sulle mani
e tra i pianti del vento
il confine
stinse i colori.

                                           - Racconterò “IL VUOTO” -
Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Quella volta che …
si accese un raggio di sole

ho ancora il tuo sguardo
mpresso negli occhi miei
sguardo di donna
innamorata con la gioia
di essere madre

ricordo i tuoi attimi
di dolore e il tuo  stringere
forte il mio polso
mentre con l’altra mano
ti accarezzavi il grembo
veloci in macchina
verso l’ospedale
con ancora
il mio polso preso
nella morsa delle tue dita

all improvviso il pianto…
era lei
la nostra piccola grande donna
che in un giorno di giugno
tra le nostre lacrime
accese un raggio di sole !!!
Profilo Autore: elvio angeletti  

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Quante volte ti sarai chiesto
se questa vita è vita.
Hai visto troppo in questo mondo
giorni di pioggia, neve,vento.
Favole d'amore che sembravano infinite
poi per un niente finite.
Quanti ricordi chiusi nel cuore
come quella volta 
che tutto sembrava tranquillo
poi ti hanno telefonato
dovevi tornare a casa
la donna che più amavi
era partita per un viaggio senza ritorno
dopo un lungo soffrire.
Piangesti in silenzio
per non farti sentire
desiderando tanto di poter morire con lei.
Quante volte ti sei chiesto
quella volta che....
Diventasti uomo
se la vita realmente è fatta solo di malinconia.


Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Altro rumore prende forma
Risuona come di antiche voci
dalla ripa dei Navigli
fino ai rovi di un cespuglio
cresciuto per amore piuttosto che per necessità
in mezzo ai ciottoli di Porta Cicca
 
E al centro esatto c’è un dolore
 intrappolato fra le catene, sotto i portici
Come di vecchie bici, quelle nere dei postini.
 
T’incontrai dove s’incrocia il Quindici
col Ventinove, sulle rotaie della distanza
che si muovono dove tu vai.
Nel silenzio ch’è già tramonto
e come lacrima d’inverno -piove
 
Si sveglia ogni sera quel giorno
che divenne motivo d’esserci
E scrisse la vita, come fosse la storia
sulle colonne di San Lorenzo
in una notte d’Agosto, tra i gelsi e le viole.
 
Profilo Autore: Maria Grazia Vai  

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