Quante volte mi dicesti
“ti porterò a vedere l'alba piccola mia”
era un mio desiderio da sempre
Ma è la vita che decide anche i nostri sogni
ed un giorno te ne andasti
lasciandomi il dolore
ed il desiderio di vedere
la mia prima alba
§
Quel mattino seduta sulla battigia, guardavo il mare
così calmo attraente e bello come un'amante
che ti tenta, ammicca, ti vuole
i pensieri come gabbiani volavano
nel cielo non ancora chiaro
perdendosi tra le nuvole
Una luce dorata si fuse all'orizzonte
con il verde del mare,
una palla di fuoco sorgeva lentamente
creando una strada luminosa
di tante piccole stelle cadute dal cielo tempestata
Fui rapita da si tanta bellezza,
man mano che la palla infuocata si elevava
per farsi regina sulla terra
l'infinità acquea indossava nuovi colori
Ringraziavo Dio per codesto dono
ridendo e piangendo all'unisono,
una mano sentii stringere la mia
una mano che tra mille avrei riconosciuto
mi voltai piano, ti vidi eri li ….
un sogno, un miracolo …. no!
Posai una carezza sul tuo viso
che si aprì in un dolce sorriso
come per dire che la promessa era stata mantenuta
quella volta che ... vidi la mia prima alba
papà eri con me ….

di parole che diedero eternità
al cuore
smarrito nei sentieri
amando
adagiati su nuvole rosa.
Racconterò
di quella volta che…
accarezzando il tuo viso
ebbro di sogni
una lacrima cadde sulle mani
e tra i pianti del vento
il confine
stinse i colori.
- Racconterò “IL VUOTO” -
si accese un raggio di sole
ho ancora il tuo sguardo
mpresso negli occhi miei
sguardo di donna
innamorata con la gioia
di essere madre
ricordo i tuoi attimi
di dolore e il tuo stringere
forte il mio polso
mentre con l’altra mano
ti accarezzavi il grembo
veloci in macchina
verso l’ospedale
con ancora
il mio polso preso
nella morsa delle tue dita
all improvviso il pianto…
era lei
la nostra piccola grande donna
che in un giorno di giugno
tra le nostre lacrime
accese un raggio di sole !!!

se questa vita è vita.
Hai visto troppo in questo mondo
giorni di pioggia, neve,vento.
Favole d'amore che sembravano infinite
poi per un niente finite.
Quanti ricordi chiusi nel cuore
come quella volta
che tutto sembrava tranquillo
poi ti hanno telefonato
dovevi tornare a casa
la donna che più amavi
era partita per un viaggio senza ritorno
dopo un lungo soffrire.
Piangesti in silenzio
per non farti sentire
desiderando tanto di poter morire con lei.
Quante volte ti sei chiesto
quella volta che....
Diventasti uomo
se la vita realmente è fatta solo di malinconia.

Risuona come di antiche voci
dalla ripa dei Navigli
fino ai rovi di un cespuglio
cresciuto per amore piuttosto che per necessità
in mezzo ai ciottoli di Porta Cicca
E al centro esatto c’è un dolore
intrappolato fra le catene, sotto i portici
Come di vecchie bici, quelle nere dei postini.
T’incontrai dove s’incrocia il Quindici
col Ventinove, sulle rotaie della distanza
che si muovono dove tu vai.
Nel silenzio ch’è già tramonto
e come lacrima d’inverno -piove
Si sveglia ogni sera quel giorno
che divenne motivo d’esserci
E scrisse la vita, come fosse la storia
sulle colonne di San Lorenzo
in una notte d’Agosto, tra i gelsi e le viole.




