in lontananza un faro saluta volubile
non muoverò in mezzo a questa giostra
sono miliardaria in pensiero infernale
mi affaccio impotente al dipinto serale
rischiarato l'abisso vuole abbracciare
l'onda innamorata che bacia una roccia
la mezza Luna inizia a coccolare
l’emozione fresco nato a divagare
il colore del tramonto spacca il lineale
sfiorando sulla bocca il calmo d'acqua blu
appare una barca il marinaio mi vuole
alla festa allettante delle sirene vestale
un tuffo e lavo tutto come fosse banale
rubo sabbia bagnata dal fondo dei declivi
tranquillizzo la mia paranoia fiumale
dimenticando per sempre il pensiero sleale
non muoverò in mezzo a questa giostra
sono miliardaria in pensiero infernale
mi affaccio impotente al dipinto serale
rischiarato l'abisso vuole abbracciare
l'onda innamorata che bacia una roccia
la mezza Luna inizia a coccolare
l’emozione fresco nato a divagare
il colore del tramonto spacca il lineale
sfiorando sulla bocca il calmo d'acqua blu
appare una barca il marinaio mi vuole
alla festa allettante delle sirene vestale
un tuffo e lavo tutto come fosse banale
rubo sabbia bagnata dal fondo dei declivi
tranquillizzo la mia paranoia fiumale
dimenticando per sempre il pensiero sleale
3 commenti
Il ciliegio sfiorì
lentamente
su di noi,
l’ultima goccia
picchiettò contro
la grondaia.
Su un tappeto
di petali bianchi
Noi giocammo a chi
sputando il nocciolo
lo faceva arrivare
più lontano.
Da allora
sono passati
giorni,mesi,anni…
A volte ritorno in quel luogo:
di quel ciliegio
ora ne posso contare gli anelli,
e mi piace pensare
anche lui felice
quando ci divertimmo
giorni, mesi, anni fa
ai suoi piedi!
lentamente
su di noi,
l’ultima goccia
picchiettò contro
la grondaia.
Su un tappeto
di petali bianchi
Noi giocammo a chi
sputando il nocciolo
lo faceva arrivare
più lontano.
Da allora
sono passati
giorni,mesi,anni…
A volte ritorno in quel luogo:
di quel ciliegio
ora ne posso contare gli anelli,
e mi piace pensare
anche lui felice
quando ci divertimmo
giorni, mesi, anni fa
ai suoi piedi!
Si alza leggero il mare
sulle nostre grida
mosse lontano
in isole di nostalgia
dove sassi selvatici
ci somigliano
per la magnifica immobilità
la poesia delle particelle
salde l'una sull'altra
di fronte al cosmo
dal destino incomprensibile.
sulle nostre grida
mosse lontano
in isole di nostalgia
dove sassi selvatici
ci somigliano
per la magnifica immobilità
la poesia delle particelle
salde l'una sull'altra
di fronte al cosmo
dal destino incomprensibile.
Dove vive il ricordo
vive quella via
fatta di cura e di passi
fatta di cura e di passi
danza
come danzano le mie stagioni
e mi parla di occhi e di profumi .
Ho memoria di cose
ho memoria di voci.
Ora silenzia il mio tempo .
Le luci sono spente
le case sono chiuse
deserta è la via .
Le luci sono spente
le case sono chiuse
deserta è la via .
Uno specchio di luna
sgrana l'ombra .
Cercherò quello che nascondo,
quello che non dico
ma sento.
Quello che scrivo,
che mi turba, mi sconvolge
e emoziona.
Cercherò la rabbia sparita,
la gioia e la felicità
che mi avvolge completamente.
Lascerò indietro la falsità
che non mi appartiene
e vivrò senza attendere risposte.
Cercherò il sorriso nelle parole
e ascolterò il rumore delle onde
consumarsi a riva.
Cercherò me stessa
e mi basterò.
Rimetterò insieme i pezzi
e continuerò sulla scia
di quel che ero
e quel che sono.
Insabbiamenti
Meccanismi di fuga
Basta una notte per buttare giù il cemento
(e troppe righe, se non necessario)
Mi ricordi qualcosa
il roseo annuncio
di un condominio di curcuma
E' lì che allora mi aggiro
con nuovi occhi
talmente nuovi che la vista è offuscata
Riproverò quel che provai, prima o poi
Dove e quando
lo sentenzierà qualche corvo
sperso su un ramo qualunque
Scivola l'acqua nella sabbia
attratta dal centro della Terra
come un richiamo formale alle origini
La mia vecchia scuola sembra fare lo stesso
ma a me piace di più quel richiamo assente
che porta verso una cornice d'oro
senza far caso al buco che c'è in mezzo
Ormai ho perso il treno per il passato
e non mi rimane
che staccare travi di binari
in modo che deraglino tutti gli altri che passeranno
Meccanismi di fuga
Basta una notte per buttare giù il cemento
(e troppe righe, se non necessario)
Mi ricordi qualcosa
il roseo annuncio
di un condominio di curcuma
E' lì che allora mi aggiro
con nuovi occhi
talmente nuovi che la vista è offuscata
Riproverò quel che provai, prima o poi
Dove e quando
lo sentenzierà qualche corvo
sperso su un ramo qualunque
Scivola l'acqua nella sabbia
attratta dal centro della Terra
come un richiamo formale alle origini
La mia vecchia scuola sembra fare lo stesso
ma a me piace di più quel richiamo assente
che porta verso una cornice d'oro
senza far caso al buco che c'è in mezzo
Ormai ho perso il treno per il passato
e non mi rimane
che staccare travi di binari
in modo che deraglino tutti gli altri che passeranno





