Ho lasciato il mio sogno
su quel convoglio ad aspettare,
ultima carrozza cigolante
là dove il mio silenzio
possa perdutamente risuonare,
avevo disegnato un d'oro
petali ondulati, versi di
racemi vermigli sussurrati,
bacche di sambico senza tempo,
profondi solchi il guarnire
verdeggiante meta senza fine,
sormontare in ogni campo
sottile linea il confine,
sovrasta l'ombroso umore,
vecchia locomotiva a trazione,
magicamente urlare verso
tragitto al ponderato cuore
l'illusione.

Profilo Autore: valeria viva*   Sostenitrice del Club Poetico dal 16-06-2015

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Non colsi subito quegli attimi,
che come un lampo fuggivano;
quei secondi brevi, brevi,
che spesso si ripetevano.
Erano sorrisi e occhi che chiedevano,
di una fanciulla bruna che,
nella mia età un po’ acerba,
mi spronavano all’amor novello,
come il fiore con l’ape,
che mostra le dipinte sue corolle.
Era la vita che pulsava nelle vene,
ma distratto e cieco io non seppi
cogliere quel profumato fiore.
Un gesto, una gentile parola sola,
sarebbero valsi, ma non mi mossi
e nessuna gentil parola mandai ad essa.
Scrissi una lettera con l’inchiostro rosso,
ma non la inviai e la tenni in tasca.
Si allontanarono per sempre,
quei vagoni erranti della vita,
li rincorsi ansimando, ma era tarda l’ora.
Svanirono per sempre e il rimpianto
di quegli attimi mi perseguita ancora.
Ora la stazione è vuota e desolata,
e mi resta soltanto quel rimpianto e, in tasca,
quella lettera scritta con l’inchiostro rosso.1 premio
 
Profilo Autore: Luigi  

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L'anello ha chiuso il suo cerchio,
l'incantesimo ha dato i suoi frutti,
il vento ha fatto il suo giro.
Lui se n'è andato.
Non lo cercare dentro i giorni felici,
nei pensieri leggeri
quando alto resta il pensiero
e tutto è illuminato dal sole.
Quando l'aria è più chiara
e fa bene al respiro.
Cercalo pure lontano dal resto
vicino al silenzio nel buio affossato
fra i denti rimasti e i pochi capelli.
Ma anche se ciò ti disturba la mente
e lui rifugge la gente,
non lo credere mai
nella lista di quelli che hanno perduto.
Può muoversi libero
e scegliere meglio
la sua fine migliore.
Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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È andato! L'ho perso!
Succede spesso, e allora?
Salgo, sul treno dei ricordi.
È lungo una vita,
viaggia di notte e non serve biglietto.
Ogni carrozza, ogni scompartimento,
 ogni sua seggiola...
è un viaggiar nel tempo.
Incontro persone, rivivo emozioni,
ritrovo odori, a volte colori,
mi fan compagnia vecchie canzoni.
Non fa fermate il treno dei ricordi
viaggia veloce, ti corre dentro.
Se ascolti... lo senti.
Aspetta il giusto momento
tira il fischietto,
piano... rallenta,
con uno sbuffo, saluta.
Arriva alla stazione,
si ferma fumante,
il vapore ti prende...
un caldo profumo, di caffè bollente.
S' è fatta mattina,
ti guardi intorno,
il nuovo giorno ti attende.
Ed è già, un altro ricordo.
Viaggerai con lui... sul prossimo treno.2 premio
Profilo Autore: Loris Marcato  

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Che ora è? 
Penso sia meglio che vada, 
parto per l'altrove.
Non sento di voler stare qui, dove sto ora, 
penso che mi sentirei meglio altrove.
prendo il primo treno,
non mi importa cosa lascio, 
non mi importa il prezzo.
Prendo il primo treno,
solo l'idea mi fa sentire meglio.
Quale movimento sto cercando? 
A che velocità sono disposto a viaggiare?
Movimento del pensiero,
burrasca e naufragio è cio che sto inseguendo?
Naufrago verso cosa ? 
Un altro pezzo di terra?
E' tardi ora.
E' ora di salire e partire.
Il treno che ho preso non è più un pezzo di ferro ormai,
è la ragione per cui ho perduto tutti quelli che avrei potuto prendere.
Non riesco a togliermi dalla testa i luoghi dove non sto andando ora,
quelli dove non arriverò mai.
in effetti mi sono dimenticato dove sono diretto.
Forse l'unico treno che abbia mai  perduto è proprio quello su cui sono seduto ora.
E' il pensiero che si possa perdere un'occasione, 
che esistano delle occasioni, 
dei luoghi da raggiungere in tempo.
Quale tempo? 
Il mio orologio è rotto.
L'ho rotto quando ho deciso di partire.
Le porte si sono aperte. 
Il viaggio inizia ora.
Ora che posso scendere dal treno che ho perduto.







Profilo Autore: edoardo  

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Rivedo quotidianamente passare il treno.
Ora non sbuffa più
ma sembra sfrecciare velocemente
quasi per non guardarmi negli occhi.
Sa che il mio cuore batte frenetico
e ricorda che un giorno
arrivai in prossimità di quei binari,
felice di salire sulle sue spalle
e partire chissà dove, chissà dove.
Ma tutto crollò come vetro infranto
perchè non riuscii a scrivere
questa storia d'amore,
rotto dall'emozione.
E la vita prese un altra direzione
fra le campagne ed i sterpi
e tu ancora m'aspetti
come donnina sul molo
ammantata nel suo scialle nero
in attesa del rientro dalla guerra dell'amato.
Profilo Autore: Francesco Paolo Catanzaro  

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E ognuno pensò con la propria fronte
Della propria vita e le alte onde.

Quel treno perduto, ritorna sempre qui
Come cicatrice di realtà,
  Orma,  perduta ormai,
Che non risponde.
 
L’avvertimento fu in tutte le parole:
Un giorno scoprirai l’America
E allora si che piangerai!

  Perché i sogni davvero fanno piangere.
Ora  Nord, ora Sud
E i quattro punti cardinali.
Allora si che riderai!

Ma  il mio cielo urlò,
E la tristezza delle stelle sentii,
Di tutte, una ad una.

L’orecchio avido ordinò 
Un black-out.
  Ognuno pensò…
 
…Della mia vita e le alte onde
Del mio mare,
 treno d’amore che ora ho.
Profilo Autore: Hera  

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Tutto è pronto...
un ultimo sguardo a tutte le cose
preparate in fretta...

mentre lacrime di pioggia
scivolano sui vetri

e gocce salate
rigano il volto...

Intanto aspetto, aspetto...
chiudere la porta
per poter ricominciare.
Profilo Autore: Madame Solitaire  

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Quel treno che ho perduto
sono io
ad aspettarmi al binario sbagliato
ad esercitare l'orologio
affinché fregasse il tempo

Quel treno che ho perduto
sono io
a non attendermi neanche
per obliterare il biglietto
e partire poi per nessun dove

Fortuna che l'ho perso quel treno:
nello sconcerto generale
era deragliato
da lì a pochi passi d'uomo

Ed io ridevo
Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Fissa con lo sguardo perso 
in quell' azzurro cielo
ed una pennellata di nuvole 
il tempo si fermò un istante
come se guardasse una tela di un quadro 

Sentii un suono ma ero così immersa 
ad immaginare il corso della mia vita
dei ricordi vissuti custoditi nel cuore 
quando passò l'ultimo treno perduto 
capì che era un segno del destino 

Tornai di nuovo in quell'luogo 
era la mia vita la mia pace nell' anima 
il mio viso completamente illuminato 
ascoltai  la mia musica balsamo per il cuore 

Ad un tratto mi svegliai 
era un bellissimo sogno 
guardando fissa il cielo
dal finestrino dell'ultimo treno 
Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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