Prigionieri della nebbia
con i loro corpi scarni
fuggon via dalla sua rabbia
neri alberi deformi.
E si guardano dintorno
sotto un cielo meno grigio
prati grandi di contorno
ed il vento parla adagio.
Si riaccendono i colori
e vestiti rosa e bianchi
sorridendo dentro e fuori
hanno indosso alberi stanchi.
Primo sole, ultimo addio
all’abbraccio dell’inverno
dammi un bacio, sono io
resta accanto, qui, in eterno…
S'apre in porpora il fiore di ramo al cielo
Adunco
teso al sole
prone a danza antica
fiore tra fiori del girotondo
Apro la primula mentre mi scuce un cantico
e la ruota spreme da me languore
di epoche e tempi di un periodo ben definito
arrivi col tuo solito rito...
con cui trapassi ogni spirito vivo
confuso e sommesso ci doni un animo rifiorito
come un fiore che sbiadito
porta amore e buon umore nel cuore delle persone...
senza invito ci spiazzi col tuo sorriso
di chi impietosito riesci a rendere davvero ricco...
il tuo respirar lento
anima il vento...
mentre dentro la mente risboccia
come una rosa di un rosso destino
che spinosa stringiamo in un pugno finto
che non ferisce ma anima l'istinto...di un pericolo non visto...
arrivata accendi la speranza di una vita tiepida che dimentica l'intolleranza...
la vita danza...
A volte fluttuano
Le vele, a volte
e la neve sulle montagne
rimane solo un ricordo d' inverno.
Il vento è meno forte
e i prati si colorano
di tante sfumature
che rilassano anima e cuore.
Così ci si sente leggeri,
come una magica bolla di sapone
che sale sempre più in alto.
Gli uccellini poi volano con il loro
dolce cip cip,
formando un cuore nel cielo.
Ed è subito calore!
Il sole accarezza la pelle,
ci regala sorrisi e spensieratezza.
Il gatto prende sole nel prato,
rilassato guarda le farfalle.
Due persone lungo la strada,
camminano mano nella mano,
scambiandosi un tenero bacio.
Basta guardarsi negli occhi
per sentire che è primavera
e volare come rondini,
verso l' infinito.
Basta prendere un fiore,
sentire il suo profumo
e trovare dentro al cuore nuove speranze,
dimenticando i giorni più tristi.
Un drappo di cielo
scivola sul bacio della primavera
e si accende nei nevai
un’orchestra di viole, fresie e tulipani,
la poesia dei giacinti, dei gigli e delle rose,
lo spettacolo dei girasoli all’orizzonte.
Ed il mattino si siede ad una finestra
e ricama morbidi giochi di sole
mentre fiorisce il mandorlo
dal potente scalpello di Dio,
fili d’erba tratteggiano
le coreografie del dolce vento,
i papaveri si cuciono alla terra
come una sposa al suo cuor innamorato.
Le rondini apostrofano lo sguardo,
scivola un drappo di cielo
sul bacio della primavera.
Dallo squarcio inver turchino,
entr’all’imbrunito ciel sì birichino,
sovra 'l marinaro borgo,
capolino fece 'l sol e
in aggiunta l’occhiolino,
per mostrar suo buonumore,
nell’epilogo d’Inverno e primaveril esordio.
Ea propenso in brillantezz’ad agir in tutta frett’a
prosciugar, nonché scaldar fradice ossa,
allor insane, pell'umidità crescente,
a cagione della pioggia imperversante.
A lavar a più non posso, s'adopraron le massaie,
pria di metter quei lor panni, stesi al sol, ad asciugare
sotto un lieve venticello vispo e lesto,
disperdente, del sapone, alfin l’odore atto
l’aria, di novello canto ebbr’a profumare,
pel gradir di Primaver’appena nata.
Gronde d'acqua, le giornate ormai trascorse...
Troppo corte, onde permetter di far cose oltre l'orario,
allorquando, reo, 'l buio, fatalmente l'accorciaa
e in un lampo 'l meriggio parea sera,
emulante, anzitempo, plena notte,
appropriat’allo scopo di dormire...
Anzi, no... Innanzitutto, a far l'amore!
Sana cos’assai invitante, di cui ‘l freddo ringraziare.
Senza odor, nonché furia di burrasca
molestante, inver, assai la buona pesca,
indi fu 'l rientrar sì favorente
- nel seguir, del faro, luce, nel suo circolare fascio -
di lampare allor solcant'in largo e in lungo
'l lor mare prediletto,
ond'issar straripant'infin le reti.
E d'infant'i cortili si gremiron fin a tardi,
in concordi’aì circostanti e vasti prati;
poscia spiagge,
di bagnanti titubant’in più agghindati,
nel nasconder proprie membra all'altrui vista.
E, d’allora, di già pregni, molti ventri poi s'accrebber, delle spose
ch’a contar, per nove mesi, s'ean accint’eludendo soste,
sin al giunger delle rispettive lune, pria davver bramate alquanto,
ond’ offrir vital germogli, a tal genuino mondo.
Basta guardarti sorridere,
per trasportarmi attraente e melodiosa,
perfetta meraviglia di primavera, dove vuoi,
puoi arrivare, percepisco qualcosa di magico
insieme a te, mai sentita
simile passione, procedere
alla fonte del tuo sorprendente,
sorriso, la delicata dolcezza con cui guidi!!
L’amore, ereditato da te,
evidentemente, quando
mi sono fermato davanti
alle praterie verdi dei tuoi occhi,
non sono riuscito più a cavarmela,
ci sono rimasto, l’hai spuntata, con eleganza
un incantesimo, accomuna, al tuo fascino!!
Finalmente ha chiuso
gli occhi e si e' addormentato,
togliendo il freddo strato
di gelo che lascia la sua
barba incolta.
Riposa, presto arrivera' leggiadra
e sfumata di colori
e verde intenso
damigella Primavera, fa il suo
ingresso, lasciando
petali al suo passare.
Tenere e nuove foglie,
piccole corolle s'inchinano
al suo venire e sul capo
voli di rondini in festa,
s'alternano con stridii.
Porta panieri pieni di
sogni e rinascite,
porta stelle nuove e più luminose.
Soffia un vento di tepore
sulla nuda terra.
tra le margherite del prato,
con le forme sinuose
che sprizzano vita.
Delicata sensualità
dal tuo corpo si libera,
mentre spensierata
verseggi
una maliziosa canzone.
Diffondi nell'aria
irresistibile fragranza
che i giovani cuori
illude e fa sognare...
Quasi ad imitarti,
una variopinta farfalla
ti segue leggera,
mentre un usignolo
innamorato
gorgheggia il suo richiamo.









