Eccomi.
Notte e giorno incessante
frastuono di dita sulla pelle
riempie ore, passate ad interrogare il solito passante.
Scrosciar di pioggia
accompagna il battito malinconico dell’illusione..
Il respiro,
arranca verso la quiete mentre
labbra di vetro e stoffa
accarezzano quelle dell’anima.
Uno spiffero, rompe la pace delle membra
posandosi sul tetto del cuore..
E’ ansia e sangue
e lacrime e fremiti.
Lama e carezza
Angelo e tiranno..
Perfettamente mi uccidi
che sospirando, dolcemente
rinasco fra le tue mani.
Mescolo gemiti e affanni, gioco
con le tue note.
Respiro: essenza e frammenti di te.
Rimpiango le tue mani
perché, se solamente mi toccassi il cuore
ancora..
e ancora..
e ancora..
gelide, cerulee lacrime sul viso.
E di nuovo ansia..
Eccoti. Le tue braccia.
Mi abbandono al tepore del tuo petto
Sono qui. E tu sulla mia spalla.
Sfioro i tuoi passi con lo sguardo
e la paura di esser da esso annunciato.
Sento..
Perdutamente dentro di me
tra le tue dita.
Respiro.
Sento.
Sei.
La mia anima è sulle tue labbra..
Poi terrore:
e se il suo sguardo
ne incrociasse un altro?
E se le sue lacrime
bagnassero un altro petto?
Lacrime che da un po’
condivido col solito passante
che questa volta, mi interrogò:
e se quella lacrima fosse amore?..
Profilo Autore: stefano salvaggio  

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