Quale poesia…
Quale poesia svuota la mia mente
Quale poesia copre la mia solitudine in questa stanza buia.
In questa isola vuota che trafigge il mio cuore ferito.
In questo mare che ingoia i miei pensieri, la mia bontà.
Quale poesia cancella la mia memoria, i miei silenzi, la mia immagine.
Quale poesia s’impadronisce di me facendomi sentire meno fragile.
Quale poesia mi sveste l’animo e lo regala al destino, al paradiso.
La mia….
Non resta inerte l’anima
sotto il cinico taglio
d’uno sguardo.
Assoggettarla ad un comando
è fantasia.
E vanesia illusione
destinarle il giogo
tra gli esseri che strisciano.
Uccello che non cade
lei vola…
e non esiste
cattività di gabbia.
E’ trasparente
quel muro di parole
prive di direzione
e silenzio
il fragore d’un boato
che non ha forza.
Musica è
la brezza che la porta.
Alito…
non può rimpicciolire
come fa l’aria
può solamente aprirsi.
E' vento
questo ricercare a pieno istinto,
vago e vano scompiglia il manto.
Frivolo, crea dissestamento,
increspa i timori e mischia il tempo;
nelle stagioni arreca mutamento.
Soffia il vento..
soffia come corrente,
su fragili spighe arcuate di consenso,
nel tacito campo immenso.
E io..
io la corsa arranco
e, affaticata, procedo contro.
E lui..
lui s'appropria del profumo,
futile bizzarria del momento,
che desiste dall'umile intento.
Di un cielo rosso
coprimi.
Coprimi di un vento straniero
di silenzio tagliente
di parole vuote.
Coprimi
di minuti immobili.
Di lacrime nere
di Luna, di fiamme, di luci
di stelle e di cere...
Tu coprimi.
In guerra col cielo
in un dolore senza lacrime
come acido la rabbia deturpa la mente
Ombre deformi danzano dietro sipari di pensieri
Pugni serrati muscoli tesi Torrenti fangosi rompono argini
L'acido scorre veloce oltre i confini categoriali del bene e del male
Dicotomica alchimia di una morale plebea
Un Dioniso folle danza in questo dies irae
A passi lenti
avanza un vecchio nel regalo di un nuovo mattino
Uno sguardo alle nubi L'ombra di un sorriso
Negli occhi un film ai titoli di coda
L'acido freana la corsa
Il cuore ritrova il suo ritmo gli occhi il pianto
in un angolo di strada sottratta ad un cielo
che per ora ha deposto le armi
A volte il cuore
è solo
in sentieri scuri
dove la luce
non penetra
ombre ferite
immobili alla luce
pregano il risveglio
del nuovo cammino
sospeso è lo sguardo
nei passaggi ormai dimenticati
laghi di lacrime
rincorro il nostro amore
senza mai afferrarlo
in tenebre ora
è il mio risveglio
solo qualche raggio
penetra il tuo cuore.
Quanto tempo ho perso io
nel chiaro scuro
dei miei giorni
ho passato notti insonni
ho guardato le albe e i tramonti
TI VOGLIO BENE
e ora in tua assenza
nessuna stella brilla
o brillerà di luce per me,
come i tuoi occhi che
si aprivano a festa
nel chiaro scuro
dei miei giorni.
La mia anima
si ricongiunge al mondo
ho guardato la vita
sempre e solo
con gli occhi tuoi
e tu lo sai
e lo saprai per sempre
che è inutile vincere
se si è sempre ultimi
in questo gioco forzato
che è la vita.
Tu solo adesso capisci
queste cose
sei sempre stato il mio
amore.
Adesso forse vincerai.
Nessuna stella più
ormai brilla
o brillerà di luce eterna
per te, per me , per noi.
Luci e ombre
di una vita vissuta a fondo
finchè lei
non giunge
con il suo spietato coro di spettri.
Dimenticai di essere terreno
dimenticai la passione dell'amore
restai in silenzio nella pace
della mia mente
dove luce non potesse
arrivare.
Restai polvere del passato
immerso nel tempo
sulle piaghe ormai evidenti
di quel tempo che fu
senza ritorno.
Chiesi luce dal tempo
fu notte in queste tenebre
senza un riflesso
della mia ombra
intrisa
di fango dal tempo.
S'è acceso il buio
nella nostra stanza vuota.
Nessun ramo di luce
avrà più motivo di entrare
e posare opachi colori
su di qualche vano contorno.
Finchè non sarai tu,
entro gli intimi muri,
a tornare.
Tu,la forma, la sostanza
tu, il riflesso e l'ombra scura.




