Incerto e silente

innalzo ferree mura;

m'illuse lo sguardo

a un sole calante,

l'inebriante tramonto

mascherava falsura:

algidi baglior sul

deserto assordante.

 

Al ripar confuso

e camminan' avverto,

nel mio piccolo giace

n' incurato giardin,

ove cresce so 'l frutto

sinora mai scoperto.

 

Ne prendo,ne assaporo

giovin' aspro sapere,

che suo delicato cor

non colma,ma dona

all'affamata bocca,

bramosia d'un crescere,

come strani ramificar

sotto' npotat' annona.



E sta' porta?Celata

dietro malerb' effimer,

son persuaso; la varco,

mbattendo s' un dirupo

qui m'affaccio,all'alba

di n' orizzonte,sincero.

Profilo Autore: lukha  

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