Il mondo è volontà e rappresentazione
dicono; “da casa mia cosa vuoi sapere?”
Dicono lavora ma a che pro l’azione?
Mi chiedo se valga la pena per vedere.
Un ritorno che chiama giocoso
l’uroboro che conduce ascoso
dalla melanconia all’amor per il fato
al concetto che in casa sto bene
nonostante i passanti ed il loro iato
passanti drogati e lavora si ma fallo bene
intanto lavoro per studiare il baffone
ma lavoro e quindi niente Fone
Ma per favore! Il tempo riverbera
nel contemporaneo uno spirito effimero
che del bene conosce e serba
a sé il tempo migliore e quel crine femmineo
Non creder che il tempo sia passato
ad ogni incidere si fa mia la linea di fuga del pathos
Un incedere lento ma gratificato
Un lavoro di sintassi e sintagmi
sapientemente intrecciati al caso
come l’eruzione dei vulcani ed i loro magmi
si solidificano lasciando al conoscibile
l’essenza anch’essa mia ma incredibile
Diviene fatto e quindi morale
non lascia niente al caso invece demorde
della logica la sua condotta mentale
tracciando segmenti su queste corde
e son tracciate da infinite dita
che modella la materia fino a darle vita.
