Superiormente alle gore, superiormente alle convalli,

alle giogaie, alle macchie, ai nugoli, agli abissi,

di là dal sole e dall’etra, oltre l’empireo e le sue ellissi,

anima che mi appartieni muovi passi assai snelli.

E, parimenti a un nuotatore provetto che frange i flutti,

tu cavalchi gioiosamente le profondità e gli aspetti

della tua ineffabile passione esente da difetti.

Via da siffatta mefite, vai a decontaminarti come marabutti

nell’etere, e abbeverati come un mero elisir sublime

della fiamma calda che gremisce i gennei spazi.

A tergo le tedie con la loro zavorra e i numerosi strazi

che oberano il bigio vivere come bruma le cime,

deliziato colui che può con un batter d’ali balioso

librarsi su distese smaglianti e placide;

quello i cui pensieri, come alaudidae,

verso l’indaco a mane prendono il volo da ciò che è dannoso

-che ammara sull’esistenza

e percepisce con facilità

il gergo dei fiori per abitualità

e delle cose afone fin nella loro essenza.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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