Mastro d’ascia quando è notte

coi calzari dalle suole cotte,

al suono della sua armonica a bocca

scrive un’altra filastrocca.

Con le braghe logore e con le toppe

le ore in darsena oramai son troppe,

scrive su di un ceppo ed una botte

Mastro d’ascia quando è notte.

Con le parole e con i suoni

per i bimbi, quelli buoni

canticchia tutta la mattina

sotto lo sguardo della scopa di saggina.

Con la penna e il calamaio

ne ha già scritte un centinaio,

Mastro d’ascia siede sulla scocca

strocca e fila, fila e strocca.

Rima viene, siede e fugge via

o a volte resta lì come una poesia.

Anche il suo cuore è pien di toppe

e le ossa ha tutte rotte,

ma nonostante gli anni sulle spalle

canta dal porto fin quasi a fondovalle.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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