Sul monte affranto
in un istante
il freddo
come una stretta
gelida oltrepassa
alle genti
la pelle e il petto
 
furioso
s’alza il vento
muore il fiato
e senti dentro
unire
tutto il tuo essere
alla croce
appeso
a testa in giù
inchiodato
sul mondo
 
Stringi i denti
e poi le braccia
cercando di fondere
l’anima
al corpo
Elì, Elì, lamà sabactanì?
Si stringe,
riduce,
scompare
lo spazio
dalla terra al cielo
in un abbraccio
come un impulso naturale
nel difendere
l’uomo e
i ricordi chiusi nel cuore.
 
Uomo
per noi
a salvare
noi,
affinchè
diventassimo giustizia
del Padre
in lui,
dei peccati
di chi
non ha peccato.
 
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Profilo Autore: Roberto Colonnelli  

Questo autore ha pubblicato 9 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

amilcare stunf
+3 # amilcare stunf 18-04-2014 20:24
Debbo dire peccato per l'ultima strofa che non è degna delle precedenti in termini di scorrevolezza ed ispirazione: sembra tu abbia voluto a tutti i costi chiudere la poesia con un pistolotto troppo pensato.
Roberto Colonnelli
# Roberto Colonnelli 28-04-2014 09:06
:lol: già

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