La nuova musa
adorava la malinconia
dei suoi versi
li trovava così ammirevoli
lui sapeva
era certo di questo
non si possono
scrivere le emozioni
che non possono
essere scritte
ma non esitava mai
Lei chinava il volto su di lui
sorrideva al poeta
trovava magnifico il suo sentire
la comprensione
la profondità
la grandezza della sua anima
I calici alzati
sempre pieni di frizzante
voglia di leggerezza
sempre a celebrare l'incanto
ma lui si sentiva oramai
dall'altra parte della festa
ma mai scegliere
erano di rito ormai i flash
Supplicava il poeta da tempo
il perdono al cielo
di tutto il suo inebriante vivere
di tutto il distacco
di ogni convinzione
ricordava tutti i suoi versi
le frasi ad effetto
ogni lettura
ma neanche una parola dal mondo
vedeva quei volti
ne provava spesso compassione
parlava di sincerità e semplicità
ma solo con se stesso
sentiva l'eco dei suoi pensieri...
non c'era nessuno ad ascoltare
La nuova musa guardava divertita
come non mai al suo pentimento
trovava così dolci
le prese di coscienza
La prese la trascinò a forza
fuori da se
la sentiva dentro di lui
come un demonio
Chiedeva perdono
supplicava a Dio
la pace di se stesso
aveva osato sfidarlo
aveva provato troppo fascino
nella sofferenza
Vedeva come d'incanto
quei triangoli di luce
si inginocchiava
alla Vergine
che calpesta il serpente
le lacrime a pulire il suo sguardo
la sua nuova liberazione !
adorava la malinconia
dei suoi versi
li trovava così ammirevoli
lui sapeva
era certo di questo
non si possono
scrivere le emozioni
che non possono
essere scritte
ma non esitava mai
Lei chinava il volto su di lui
sorrideva al poeta
trovava magnifico il suo sentire
la comprensione
la profondità
la grandezza della sua anima
I calici alzati
sempre pieni di frizzante
voglia di leggerezza
sempre a celebrare l'incanto
ma lui si sentiva oramai
dall'altra parte della festa
ma mai scegliere
erano di rito ormai i flash
Supplicava il poeta da tempo
il perdono al cielo
di tutto il suo inebriante vivere
di tutto il distacco
di ogni convinzione
ricordava tutti i suoi versi
le frasi ad effetto
ogni lettura
ma neanche una parola dal mondo
vedeva quei volti
ne provava spesso compassione
parlava di sincerità e semplicità
ma solo con se stesso
sentiva l'eco dei suoi pensieri...
non c'era nessuno ad ascoltare
La nuova musa guardava divertita
come non mai al suo pentimento
trovava così dolci
le prese di coscienza
La prese la trascinò a forza
fuori da se
la sentiva dentro di lui
come un demonio
Chiedeva perdono
supplicava a Dio
la pace di se stesso
aveva osato sfidarlo
aveva provato troppo fascino
nella sofferenza
Vedeva come d'incanto
quei triangoli di luce
si inginocchiava
alla Vergine
che calpesta il serpente
le lacrime a pulire il suo sguardo
la sua nuova liberazione !

Commenti
Ricchezza più grande non esiste.
Grazie, Simone, per questo bell'inizio di un NUOVO giorno di VITA!
IL MIO ELOGIO E LA MIA LIETA SERATA.
*****
e non solo nella sofferenza; si ha fascino delle stesse parole, nelle quali chi scrive si rifugia.. Ma ci sono muse più forti delle parole.. e sono poste in Alto; nella fede. Ciò non significa che scrivendo si pecchi o non si rispetti l'amore divino, la salvezza divina.
Scrivere, per chi ama farlo, non è altro che una forma di sfogo e la voglia di sentirsi nel mondo; anche se il mondo non risponde.
Bellissima !!