Non c’è comprensione se non
di queste cose addormentate
nel mezzo di una rappresentazione
E qui è la fissità dei porti
dove salparono le voci
“tienimi nel gorgo della tua esistenza
dov’è foce il sopravanzo di cielo e terra”
Con i lampi orlati degli occhi, ci giurerei
ancora assorte umane resistenze
animate da secoli d’eros del bianco e del nero
umanamente a morirsi tra cerchi di pietra
e gli sguardi profumati che a momenti
prenderanno il volo

Commenti
non è ancora fuori da questi versi. L'eleganza della scrittura è un marchio di fabbrica.
Incantata da questi versi, brava come sempre Rita, un caro saluto!
Uno straordinario decanto Rita.
Lieta giornata.
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