Vieni, entriamo
in questo taglio
di membrane d’acqua.
Apri gole
da ginocchia distese
in repertori di ammanchi.
Via le mani dal tatto
le pupille dal visus
il sapore dal sale.
Scavo di pietra
da ogni lato annulla suture
rimesta fiotti alle rampe.
Guarda, siamo noi
nell’ondeggiar d’ossa
i pesci fradici
col grido nella bocca.
 
 
 
 

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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Commenti  

mybackpages
+1 # mybackpages 07-06-2017 08:01
" Guarda, siamo noi/ nell'ondeggiar d'ossa/ i pesci fradici/ col grido nella bocca." Sono i versi conclusivi della poesia, a me sembrano bellissimi, nonostante l'evidente dolore che li anima. Ma è poesia allo stato puro. Grazie.
Rita Stanzione*
+1 # Rita Stanzione* 08-06-2017 09:05
Grazie per la lettura e l'apprezzamento , Francesco. Forse il dolore è imprescindibile dal nostro piccolo cosmo. Quando non si avverte, invece è lì, pronto a sorgere.
Grace D
+1 # Grace D 07-06-2017 08:57
Un erotismo ermetico e pregevole in questi magnifici versi. Complimenti e un caro saluto poetessa,
Grace
Rita Stanzione*
+1 # Rita Stanzione* 08-06-2017 09:06
Grazie, cara poetessa.

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