Sei come l’osso saturo

della ciliegia dentro

la polpa che s’ammolla

dissoni note al centro

di spazio che non crolla.

 

Avello si fa nitido

e addensa sul detrito

anelito di strina

ma s’arrovella il dito

al tatto che s’incrina.

 

Alla tua fonte arida

perennemente pietra

si graffia la mia guancia

nel precipizio arretra

a bugna poi s’aggancia

 

e pencola ch’è lacera

a un metro dalla terra

dov’aquila non vola

- un refolo si serra

all’uscio della gola.
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Commenti  

Grace D
# Grace D 17-07-2017 12:33
Un'introspezione che mette a nudo l'anima colma di sofferenza per un rapporto che non collima.
Molto apprezzata per la scorrevolezza e la musicalità dei versi. Ma è nota la bravura del poeta. Un saluto!
Diego Bello
# Diego Bello 08-08-2017 22:15
Grazie. Generosissima, come al solito! Buona serata

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