Dove è vento d’eco
ho le vesta mute sconfinate
e il parlato ebbro scritto su memorie
smezzate a sera
M’investono d’aneliti
i di te sospiri
ad abbracciarmi gli occhi
e gli abbandoni al chiaro dei mattini
quando lente s’odoravano le ore
e le stagioni transumavano i rituali
a passi brevi
dove
l’incerto aveva la parola
ed era immenso il mare.
Ma il tempo ha volto il cielo
e il mare ha reso il fermo di ogni cosa
con soffio d’ali sulle mani
e dell’immenso
solo gocce e trame scritte
e vento speso di ogni immagine di te
quando non parli
e sei pensiero.
