Dove è vento d’eco
ho le vesta mute sconfinate
e il parlato ebbro scritto su memorie
smezzate a sera

M’investono d’aneliti
i di te sospiri
ad abbracciarmi gli occhi
e gli abbandoni al chiaro dei mattini

quando lente s’odoravano le ore
e le stagioni transumavano i rituali
a passi brevi

dove
l’incerto aveva la parola
ed era immenso il mare.

Ma il tempo ha volto il cielo
e il mare ha reso il fermo di ogni cosa
con soffio d’ali sulle mani

e dell’immenso
solo gocce e trame scritte
e vento speso di ogni immagine di te

quando non parli
e sei pensiero.



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Profilo Autore: Nunzio Buono  

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