La folla riede al suo bell'ozio usato
qui ove stava Dio
e al par del ruminante ella quell'erba
sittanto bruca con voler stantio
e per quell'ogne lume
rinvigorisce flamma
e noi laggiù per la natura d'essa
meniam sì vasta di peccati gamma.
Sagome multiformi
gittansi entro tal becera mistura
ch'io né per gli occhi a mente assemplar riuscìa
dentr'essa umana a discerner figura
dal Signor d'omo amato.
Di quell'opuscol d'ostro rilegato
ch'era, per nostra voce
cagion di saggia vita e nobil fare
e di gentili canti estrema foce
più noi venimmo a cima
ch'un sol ricordo, claro
di quella festa in tale notte spenta
più resta meco e in me lui 'l cor mio lima.
Schiera di fiochi lampi
che uniti cento in frotta parean uno
tal che se fosse lum'ei proverebbe
spirto lor di luce il mio e nessuno
porrebbe lui placato.
Nell'eremo, confuso e desolato
spirtal scelto dimora,
e di gloriose d'intelletti l'opre
fasti negando ha decretato ancora
solenne nutrimento,
e il core, per sue ali
allorché vacillando lui sorregge
dalla caduta ai consueti mali.
Sta questo corpo spento
a rimirare il fiume in su 'l verone
e d'esso il volto scarno già si mostra
perch'ei né trova in tal fiume cagione
da lagrima solcato.
qui ove stava Dio
e al par del ruminante ella quell'erba
sittanto bruca con voler stantio
e per quell'ogne lume
rinvigorisce flamma
e noi laggiù per la natura d'essa
meniam sì vasta di peccati gamma.
Sagome multiformi
gittansi entro tal becera mistura
ch'io né per gli occhi a mente assemplar riuscìa
dentr'essa umana a discerner figura
dal Signor d'omo amato.
Di quell'opuscol d'ostro rilegato
ch'era, per nostra voce
cagion di saggia vita e nobil fare
e di gentili canti estrema foce
più noi venimmo a cima
ch'un sol ricordo, claro
di quella festa in tale notte spenta
più resta meco e in me lui 'l cor mio lima.
Schiera di fiochi lampi
che uniti cento in frotta parean uno
tal che se fosse lum'ei proverebbe
spirto lor di luce il mio e nessuno
porrebbe lui placato.
Nell'eremo, confuso e desolato
spirtal scelto dimora,
e di gloriose d'intelletti l'opre
fasti negando ha decretato ancora
solenne nutrimento,
e il core, per sue ali
allorché vacillando lui sorregge
dalla caduta ai consueti mali.
Sta questo corpo spento
a rimirare il fiume in su 'l verone
e d'esso il volto scarno già si mostra
perch'ei né trova in tal fiume cagione
da lagrima solcato.