la miseria e la mia fine...




Ops

che sono

chi sono

ma ero

e gli alberi

loro sono




sono d'oro i loro frutti

ed io -acerba- a buttarmi

lasciando voi e le vostre braccia indorate



e nidi senza stagioni

i voli

le fate

ed io schiava di semi

neri di brace ed il pane secco e roccia




Dei rii porto la voce al prato in erba

più verde delle chimere in vento

pure come i gabbiani all'onda

come chiazze di mesi ai monti




Con me porto la fine

La voce della strega ora s'acquieta




L'elfo buca il cielo ed una scala

d'azzardo mi capriola nello sguardo mio d'acqua

-non era un sogno

il pozzo-
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Commenti  

Aita Carla
+1 # Aita Carla 12-08-2017 18:10
Il tutto è nato mentre un'amica mi raccontava una bellissima fiaba, lettale da una signora, della quale non ne ricordava il finale. le ho detto -te lo mando io fra poco- e così fu.
Ogni favola ha diritto ad un finale.
Ibla
+2 # Ibla 12-08-2017 21:00
Strega, Fata, Elfo , c'è qualcosa che non sei?
Sempre dentro a ogni meraviglia!
Che possa sempre il Dio custodirti e tu aver cura della magia che ti ha donato!
Grazie da Ibla.
Aita Carla
+1 # Aita Carla 12-08-2017 21:57
Le tre vecchiette può darsi avessero una fede piccola ma costante e viva.
Amen.

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