Pioviggina senza ritorni

in cerchi di respiro calibrato

un timore di non riuscire più a scuotere le stelle

le sento in echi di ematite partorire carboni

ꟷ ricordo un giorno un matto

voleva ammazzare lo yin,

il nero che oggi mi arriva dal fianco giusto

un dolore mancino dello stagno

con l’acqua presa a prestito.

Pioviggina una grazia d’inesistenza

un gelicidio che non sa farsi neve

ombrose le tue orchidee

le vedo sorridere in lenta mutazione

un soffio a bocca chiusa, quante volte cielo

di sogni assolti dal crederci molto.

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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 22-02-2020 18:51
Stupendi versi mi piace leggerti, sei bravissima.
Rita Stanzione*
+1 # Rita Stanzione* 22-02-2020 22:44
Grazie di cuore, Silvana.
Sabina
+1 # Sabina 24-02-2020 21:03
Tu sei grazia e perfezione nella scrittura

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