"Si metterà a descrivere ogni istante della sua vita,
                                               e finché non li avrà descritti tutti non penserà più d’essere morto”
                                                       Italo Calvino, Palomar

Equilibrio e abbandono

del mare che controllo

il mezzo del mio fine -oh sì,

vertigine di nervi da quietare.

Io Palomar, se un flutto sale io sono

crociera d’occhi e disseziono

strascichi: in un puntiglio vigile,

e morto al mondo.

Vado perdendomi

per questo mal andare

e torno giù lungo le sponde

cerco armonie e rimedi

non conformi, in presagio

di un’onda porpora che unisca

          i due emisferi cerebrali.
 
 
 
 

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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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