...siamo tanto timidi e ansiosi, quasi ogni lettera è diversa, quasi ciascuna si spaventa della precedente
Franz Kafka, da Lettere a Milena
Grazie a te
ho mani invisibili
per sorreggerti il cuore
nudo senza riparo
tana di paure
l’ostacolo, il viaggio impossibile
dove carezzi la follia
di me unica vera
che chiami e respingi
per l’indole che arde di neve.
Moriamo di scritture che si incrociano
proroghe senza fine
fiamme e imbalsamazioni
l’intimità - di non averti -
sfiorata ma per sempre
indissolubile. Mi sei qui
parola che dispera
e trascina a sé la sua stella.
Capisci: amare è il mio corpo brillante
divenuto essenza, un passo
e l’altro e l’altro
in un abisso di addio.

Commenti
Un caro saluto
Bellissima poesia. Mi è sembrato di precipitare in quell'abisso di addio.
Un saluto da Ibla.