I corpi sparsi tra i fiori di pietra hanno

le stesse sembianze dell’uomo preda di belve


prima che la bandiera dell’antropocene


avvolgesse cielo e terra.


I lineamenti cancellati nell’ultima carezza di sangue

sono uguali a quelli del fratello portato
a morire in una campagna della genesi.

Oggi, l’uomo non ha niente di cui dirsi uomo

se non sa spegnere questi fuochi malati

e imbottirsi di armi pacifiche

tipo il pensiero la parola


l’impuntarsi sulla pace.



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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Commenti  

Grazia Savonelli
# Grazia Savonelli 27-02-2022 09:10
Acuta e vibrante
Giordano Borelli
# Giordano Borelli 27-02-2022 13:55
Dedicata all'uomo affinché rifletta. Anche se i millenni trascorrono e nulla cambia….Liricam ente avvolgente e penetrante. Complimenti

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