Di notte, quando rincorro

sul foglio cenci di anima

alla luce di un lume,

mi pare di udire una lacrima

e i gemiti di una donna

che si concede al marito

per mettere a tacere

ancora il loro attrito.

E io soltanto nella stanza

di fronte, con ovvietà,

scrivo di lei assopita

non per piacere ma per pietà.

E quasi tutte le notti puntello

il rispetto col silenzio.

Spengo la luce e la rabbia,

col di lei supplizio.
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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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