Andavo, voracemente,
lungo quelle schiume
ch'erano nient'altro che bave
inflitte da groppi improvvisi
come solerebbe un randagio
sorpreso da un bastone.

La cubìa era aperta,
pronta a partorire l'ancora.
Ma come si fa a restare in mezzo al nulla
e, soprattutto, a restare e basta?
Quel parto, con le acque già rotte
fin dal principio,
forse sarebbe arrivato 
come irrinunciabile appuntamento col dolore.
O forse per vezzo.

Quando ci si ferma, ovunque ci si trovi.
Ma calibana fu l'invenzione dell'inerzia:
quella dell'andare, solo perché si sta andando.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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