Non è il silenzio che sconcerta
ma il grafema sull'argilla primitiva, 
i lineamenti del fantoccio 
dissolto il quale non resta nulla
se non terra brulla nelle mani
umane dell'esistenza.
Non è il silenzio che spaventa
ma il suono delle voci
che si distendono sul mondo
come un velo. Come la vela
gonfiata dal vento nominale
che schiudendo mondi infiniti
nasconde l'unico possibile.
È nel silenzio delle cose mute
che si abissa l'assurdità primordiale.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Gianluigi  

Questo autore ha pubblicato 3 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Lilith50
# Lilith50 29-12-2025 15:45
La scrittura ci ha tirati fuori dalla preistoria, la comunicazione polemica e aggressiva ci conduce all’implosione. Più che un velo, a volte il suono delle voci è una vera e propria cappa di nebbia.
Gianluigi
# Gianluigi 29-12-2025 19:54
Grazie Lilith :) Si, è una cappa che ci permette di descrivere il mondo ma la tempo stesso insufficiente a farlo del tutto. Vorremmo tanto sapere cosa c'è di là della nebbia. :)

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.