Ncòpp’a ‘na seggia, arreto a na fenesta,
stanco nu vecchiareglio sta assettato
la barba longa, gl’ occhie accicagniti
la capo è bona, gliu core è tormentato.

Guarda là fòre, luntano, assai luntano
gl’ occhie ‘nzerrati pe’ vedè chiù meglio,
la sposa sia Cuncetta va cerchenno,
vulata ‘ncelo cacche témpo fa

E la vére, contenta, bella e fresca,
mentre gliu guarda co gl’occhie ‘nnammurati
come a quanno assettati, attorno alla vracera
sulu co’ gl’ occhie facevano l’amore.

A cchigli témpe pe’ gli ‘nnammurati
nun esisteva nisciuna libertà
sulu suspiri ‘mmezo a tanta ggente
però s’ausava ancora fedeltà.

Quanti ricordi dento a chigliu core,
co’ gl’occhie chiusi gli so venuti a mmente
ma all’intrasatto gli arriva na vocella
dicenno: “Nonno, che fai? Dormi sulla sedia?”

Se sceta ‘nfanfallito , rapre gl’occhie
se sente n’ata vota vécchio e stanco
guarda la vaglioncella, se l’abbraccia,
suspira e izanno gl’occhie penza

“Cuncetta mia, quanto po’ durà?
c’hanno spartuti dopo tantu témpo
me ne vulasse ‘n’celo co ‘nu lampo

ma

chèst’ è la vita, m’attocca d’aspettà.

 

Traduzione

Sopra una sedia, dietro una finestra,
stanco un vecchietto è lì seduto
la barba è lunga, gli occhi assonnati
la testa è buona, il cuore è tormentato.

Guarda là fuori, lontano, assai lontano
gli occhi socchiusi per vedere meglio,
la sposa sua, Concetta, va cercando,
volata in cielo un po’ di tempo fa

E la vede, contenta, bella e fresca,
mentre lo guarda con occhi innammorati
come a quando seduti, intorno al braciere
solo con gli occhi facevano l’amore.

A quei tempi per gl’innammorati
non esisteva nessuna libertà
solo sospiri in mezzo a tanta gente
però si usava ancora fedeltà.

Quanti ricordi dentro quel cuore,
con gli occhi chiusi gli sono venuti in mente
ma all’improvviso gli arriva una vocetta
che dice: “Nonno, che fai? Dormi sulla sedia?”

Si sveglia confuso , apre gli occhi
si sente un’altra volta vecchio e stanco
guarda la ragazzina, se l’abbraccia,
sospira e alzando gli occhi pensa

“Concetta mia, quanto puo’ durare?
ci hanno divisi dopo tanto tempo
volerei in cielo in un lampo

ma

questa è la vita, mi tocca aspettare.

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Profilo Autore: MaricaR  

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Commenti  

ioffa
# ioffa 05-08-2026 20:54
Mentre la leggevo, con qualche difficoltà per la versione dialettale ma poi la traduzione m'ha confermato di aver capita bene quasi ogni singola parola, mi risuonava in mente "Cammina cammina", di Pino Daniele, brano che adoro; certo il contesto è apparentemente diverso, non si cammina abbioccati su una sedia ed in più qui abbiamo una nipotina e non solo solitudine, però l'atmosfera è quella, un'immensa assenza che si sogna di poter eventualmente colmare con la propria morte. Triste e bella.
MaricaR
+1 # MaricaR 05-08-2026 20:59
Grazie ioffa, avrei voluto farla in rima ma non ci sono riuscita, il dialetto non offre un vocabolario ampio. Ci proverò con calma.

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