Terzine a rime incatenate (“dantesche”) di endecasillabi canonici (quasi tutti a maiore) in schema ABA BCB CDC DED EFE eccetera.
Volendo disegnare un grattacielo
posso allungare il brodo quanto voglio,
non serve metter certo tanto zelo
a frantumar dei versi il bel convoglio:
di metrica il rispetto non è freno,
non è corretto verso grave scoglio
su cui si possa infrangere l'ameno
progetto di far pagine copiose
che sfidino i vagoni d'ogni treno
se non s'hanno da dir poi tante cose;
l'idea nel leggerli è di brutto affanno
quei righi dalle sponde mal erose
dando impressione volta a recar danno
di non voler tirare fuori voce
e che ad un ritmo mai s'adegueranno
vivendolo pesante come croce
ma stan buttate lì, sputate a caso
senza sorgente, corso e infine foce
ma solo a ruzzolarci sotto il naso
cadendo a precipizio verso il basso
senza ordine e col passo vago e sfaso¹
d'un arrogante bullo che, gradasso,
vuol solo scappar via dai nostri occhi
lasciando il desiderio in noi inevaso
d'udir di melodia dolci rintocchi
che aiutino a gustare meglio il senso
delle parole lette in scarabocchi
che prima di cercare alcun consenso
si prestino a cercare l'empatia
in un andare avanti lieve o denso
seguendo degli accenti l’armonia
per poter dire che non siamo in Prosa
ma stiam tentando di fare Poesia.
La sfida strampalata e macchinosa
di fare tante pagine in conteggio,
che poi mi pare pur pericolosa,
insomma può lettori alla men peggio
d’andare fino in fondo scoraggiare
tra l’altro brancolando senza ormeggio
nel tentativo d’un bel recitare
ferito da “versetti spezzatino”²
che nostra voce non sanno guidare,
possiamo vincer, qui lieto m’inchino,
andando ad arricchire di parole
il nostro troppo breve pensierino:
del resto sol per dire che mi duole
veder presunti versi mal stuprati
son giunto senza fare capriole…
un attimo, ora in versi ho ricontati…
e sì, seconda pagina iniziata
e i versi sono tutti misurati:
son tutti endecasillabi precisi
e senza avere riga frantumata,
sol rinunciando ad essere concisi,
la mia seconda pagina è creata.
Non c’è bisogno di dare dolore
ai versi con indebita frustata
se riteniamo che doni stupore
al pubblico vedere tanta altezza
o un pozzo assai profondo di dolore
dal quale non s’avrà mai la salvezza!
¹: sfasato;
²: sì, ispirato già per il titolo da un commento di MaricaR.
24/09/2026
