mi raggiunge il fiato del mare
arrancando nell’afa
attraverso canneti a cercare
un poco di pace
intanto se ne va
nei passi di melma
un altro giorno
soffocato di noia
e zanzare
che pastrocchio
gracidano due rane
butto una lenza laggiù
sopra le case d’un meriggio avaro
a pesca di qualcuno che non verrà
perso il sentiero
pure l’eco indietro
un raggio tra il fogliame
a conficcarsi in mezzo ai pioppi
forse un messaggio
a perpendicolo della sera
che si fa bella al tramonto
sul declinare della vita
quando il verbo diventa credo
al rintocco lontano
non torno
sono fermo in mezzo alla notte
gambe aperte a sognare
la luna verrà con i tuoi capelli lunghi
alla chioma d’una quercia
dove in cerca di stelle
appendo stanco
le braccia
arrancando nell’afa
attraverso canneti a cercare
un poco di pace
intanto se ne va
nei passi di melma
un altro giorno
soffocato di noia
e zanzare
che pastrocchio
gracidano due rane
butto una lenza laggiù
sopra le case d’un meriggio avaro
a pesca di qualcuno che non verrà
perso il sentiero
pure l’eco indietro
un raggio tra il fogliame
a conficcarsi in mezzo ai pioppi
forse un messaggio
a perpendicolo della sera
che si fa bella al tramonto
sul declinare della vita
quando il verbo diventa credo
al rintocco lontano
non torno
sono fermo in mezzo alla notte
gambe aperte a sognare
la luna verrà con i tuoi capelli lunghi
alla chioma d’una quercia
dove in cerca di stelle
appendo stanco
le braccia
