Silenziosa custode del velluto nero,
cammini leggera sopra un mare di stelle.
Con dita d'argento accarezzi il mistero,
e vesti di sogno le cose più belle.
Perduto nel cielo il tuo bianco mantello,
ascolti i segreti che il vento ti porta,
sei faro gentile, sei l'eco più bello,
che voglia la terra finché non t'accoglie.
cammini leggera sopra un mare di stelle.
Con dita d'argento accarezzi il mistero,
e vesti di sogno le cose più belle.
Perduto nel cielo il tuo bianco mantello,
ascolti i segreti che il vento ti porta,
sei faro gentile, sei l'eco più bello,
che voglia la terra finché non t'accoglie.

Commenti
Da correggere il refuso: "l'eco più bella"
Ciao
Caterina
«èco (ant. ècco) s. f. o m. [dal lat. echo, gr. ἠχώ] (pl. echi, unicamente masch.).» eccetera eccetera, quindi plurale solo maschile, singolare femminile o maschile;
dal "Hoepli":
«eco
[è-co]
ant. ecco
s.m. o f. (pl. -chi)» ecc ecc
Eco è femminile al singolare perché si riferisce alla Ninfa che, per il dolore del suo amore, non corrisposto, per Narciso, si dissolse nell'aria lasciando solo la sua voce,
"ecco" non c'entra niente.
Altra tradizione vuole che, avendo Eco parlato delle tresche di Era (Giunone per i Romani) sua stata punita dalla dea aripetere solo il finale di una frase.
A me così risulta dai tempi della scuola.
Poi tutto è possibile in questo mondo che ormai sembra accettare tutto e ul suo contrario...