Di pretese, la fiamma
circonda il fianco indurito
la porta inchiostrata di muti alfabeti
s’apre a vuoto, mostra il rovescio
uno sforzo, il senso di polpa
in un nodo scorsoio
il parto vivo che mi decide
-come può nascere un prato intero:
fruscii, ronzii, vulcanici sbocci (stordito ogni senso)
io mi divido, le doglie in quattro ventri
uteri in apnea
chiare strapazzate
sottendo un luogo indolore
un canto bendato
un urlo per la mente
prima che giri, il sangue
per vie senza uscita
