Piove un lamento d’alluminio
dal becco della gronda che si canta la nenia monotona  
del “non so che fare più che sputare acqua”
 
piove sulle code dei gatti
non più sciorinanti fusa
confusamente in attesa di altri soli
 
punti fissi  
punti di riferimento
i nodi urbani provati dal viavai  
sguazzano di libertà
 
Dal cielo in giù cadono perle
per dilavar la noia -suggestionarla;
dalla terra al cielo, ritorna in fumo un fango ridestato
la tosse del catrame va col soffio del bosco
qualche paura evapora, e presentimenti
sfuggiti dalle mani, pesi  d’elio
 
si mescola il vulnerabile al correre di ruscelli
acqua e silenzi
omeostasi di un sistema
che annega e riprende fiato
 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Commenti  

Nadezhda/Speranza
+2 # Nadezhda/Speranza 17-11-2012 13:22
Perle e silenzi...molto bella!
Alberto Automa
# Alberto Automa 17-11-2012 17:24
...ho pensato ad una pace stravagante in un mondo di palombari...meravigl iosa :-)
Rita Stanzione*
# Rita Stanzione* 19-11-2012 00:47
grazie a voi!

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