Ho respirato la follia

sentito il sapore di lacrime
che non m'appartenevano,
ma che mi penetravano
la carne come lame affilate

la mia anima s'è ammutolita,
attonita ha ascoltato l'atroce grido
che riempiva il vento.

Ho fissato nei miei occhi
l'orrore nefando e crudele
che la spietatezza dell'uomo
inflisse al mondo.

I miei passi lenti
han percorso viali
intrisi di sangue e pianto

Ho lasciato che il mio cuore
si straziasse di pena e dolore

...per non dimenticare mai...
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Profilo Autore: Angelo Blu  

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Commenti  

Silvana Montarello*
+1 # Silvana Montarello* 13-09-2013 15:40
Che barbarie può fare l'uomo,sai che volevo andarci a visitarlo,ma poi ho visto il film ( il bambino con il pigiama a righe ) mi son sentita male non credo di riuscire a vedere tanto orrore. :sad:
Angelo Blu
# Angelo Blu 13-09-2013 18:04
io ci sono stata più volte ,ciò che più mi è rimasto impresso è l'odore della morte che persiste nonostante il tempo che trascorre,all'intern o della stanza dei forni crematori.... è straziante seppur fortunatamente non ho vissuto la guerra :(
Falug
+1 # Falug 13-09-2013 18:49
Caro Angelo Blu, ad Auschwitz non sono stato, ma a Dachau e Mathausen sì. Non sono capace di scriverne, poiché le mie parole non sarebbero adeguate. Ma non fu follia, fu molto di più. Fu rabbia, fu superbia, fu malvagità, fu indifferenza, fu complicità di una parte ragguardevole di un popolo, che non ebbe coraggio - come del resto noi italiani quando furono emanate le leggi razziali - di ribellarsi al corso degli eventi. Non ho spiegazioni, ma credo che le umiliazioni della sconfitta, nella Grande Guerra, pagata a carissimo prezzo dalla Germania con le riparazioni dovute, e dall'Austria, con la perdita in un sol colpo del suo impero austro-ungarico, abbiano avuto un ruolo importante. Possiamo sentire brividid'orrore di fronte a qui vuoti e grigi capannoni, ma non riusciremo mai a davvero intendere cosa doveva essere quel inferno in terra .
Tu ci hai provato e hai fatto bene. Ciao, Fabricio
Angelo Blu
+1 # Angelo Blu 13-09-2013 20:28
ciao Fabrizio,no non si può spiegare e non era mia intenzione farlo,ho scritto questa cosa,che non è forse poesia ma la descrizione del mio stato d'animo dopo aver varcato quel cancello per uscire da un qualcosa di indefinibile e inumano...descrivere qualcosa che è più di un inferno è impossibile come descrivere ciò che ho provato... come hai detto bene tu ci ho provato, per non dimenticare io stessa ciò che ho visto,,,, ciao Manuela

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