E mi cibo di erbe selvatiche
nelle serre dei bidoni sfiniti
del coloritore
liquefatto, in momentaneo
statico equilibrio, che sgombra
innevati molluschi sottomarini
sguazzando negli olii perturbati
di tinture insudiciate dalle maree
che inevitabilmente si ripresentano
con uno squillante campanello
ove escono consonanti
e innumerevoli vocali

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