Le sere d'estate, incantate da sghigni di risa che molte anziane signore non amavano ascoltare, ma lo sapevano tutti che erano le nostre, si, noi eravamo un bel gruppo di amici coetanei che s'incontravano sempre allo stesso posto: il muretto difronte casa mia.
I primi ad arrivare, nell’aspettare gli altri, ascoltavano silenziosamente i racconti delle "Sciure" del paese, che ci rapivano facendoci immergere nella loro magia di gioventù, nostalgicamente sfumata.
Tra una lacrima e una risata, si facevano largo le gomitate appena accennate tra noi, che invece vivevamo, di spensierata allegria. Eravamo tutti armati del necessario per sconfiggere quelli che ironicamente denominavamo gli "Aerei," che in picchiata si gettavano a mitragliare le nostre gambe, e come unica difesa avevamo lo zampirone, contro gli zanzaroni della “Lanca.”
Un piccolo laghetto creatosi in modo del tutto naturale, dopo la rabattata da una sponda all’altra di Mezzana, dovuta a una memorabile inondazione del fiume Po, che dopo il rientro alla normalità, prese un nuovo corso. Da questa leggenda, nacque così il nome del mio paese, Mezzana Rabattone che prese il posto di Oltre Po Pavese.
Ed ecco arrivare chi, io con ansia aspettavo, la mia amica del cuore "Nadia." Compagna di mille e una avventura, dotata d'intelligenza sopraffina, l'ho sempre ammirata ma soprattutto, ci abbracciava una forma di bene naturale, come fossimo sorelle.
Quella sera per noi era speciale, perché il giorno dopo sarei partita per la terra natia dei miei genitori; Sicilia, andando via per sempre. Parlammo tantissimo finché arrivò il momento di doverci definitivamente salutare. Con il dolore negli occhi ci guardammo intensamente, tenendoci per le mani ormai tremolanti, ci abbracciammo commosse nel nostro indimenticabile attimo intenso, dove come una pellicola a bianco e nero, ogni singolo passaggio di vita insieme, attraversava la mia mente, che mi lasciava lo strascico di una triste paura, quella di non doverla più rivedere.
Da qui, la promessa che un giorno ci saremmo rincontrate proprio lì, in quel punto, a due passi da casa mia.
Dandoci poi le spalle piangendo, a voce alta ci ripetemmo:
"Ci vediamo al muretto."
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Profilo Autore: Pietrina Lorito  

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Commenti  

Manuele*
# Manuele* 12-05-2021 08:31
Una amicizia vera e profonda, belle le descrizioni e le immagini, racconto piacevole e delicato
Pietrina Lorito
# Pietrina Lorito 12-05-2021 10:48
Grazie Emanuele, gentilissimo :-)

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